Alina Gass
LOCARNO
15.07.2021 - 08:010
Aggiornamento : 12:18

La disastrosa situazione della signora Alina: «Aiutatemi»

Vedova, con le tasche vuote e col rischio di essere cacciata dalla Svizzera. La discesa agli Inferi di una donna.

Una serie infinita di colpi di scena negativi ha travolto la 48enne, che era sposata con un big dell'industria cinematografica elvetica. Il suo presente fa paura. E il futuro ancora di più.

LOCARNO - Ritrovarsi a 48 anni vedova, con le tasche vuote e col rischio concreto di dovere lasciare la Svizzera. È la storia di Alina Gass, origini rumene e residente a Locarno. La sua è una situazione disperata e ora chiede aiuto alle autorità: «Qualcuno si occupi del mio caso e mi dia una mano. Per favore».

Tanti punti di domanda – Una vicenda contorta e piena di punti di domanda. L'unica cosa certa è che questa signora adesso è nei pasticci. Nel 2006 Max Gass, marito di Alina, che lavora nell'industria cinematografica, si ammala gravemente. Fino alla morte che arriverà dieci anni più tardi. Al momento del decesso del partner, Alina dovrebbe ereditare un cinema nel canton Argovia. Ma qualcosa va storto. «Mio marito aveva accumulato debiti. Si è messa di mezzo la banca. In particolare il suo direttore che si è comprato il cinema all'asta. E a me non è arrivato un soldo». 

L'operazione e la depressione – Il calvario di Alina prosegue. E la travolge in maniera sempre più intensa. Perché c'è anche un antefatto che la riguarda direttamente. Nel 2012 la donna si era sottoposta a un intervento chirurgico nella zona addominale. Con serie complicazioni. In seguito, complice anche il decesso del coniuge, subentra la depressione. «Ho visto il buio. Non stavo proprio più bene. È stato un periodo difficilissimo». 

Perenne agitazione – Nonostante queste peripezie la donna, per svariate ragioni, non riuscirà a ricevere una rendita d'invalidità. Tanti i ricorsi inoltrati alle autorità sanitarie. La 48enne ci mostra una sfilza di lettere. «Sono amareggiata. Non sono mai stata considerata veramente», dice senza, tuttavia, lanciare particolari accuse agli organi competenti. Il suo stato è più che altro di perenne agitazione: «Adesso io devo solo pensare al presente. E al futuro».

«Non so dove sbattere la testa» – Una vita spaccata in due. Quella felice con Max, prima della malattia. E quella piena di sofferenze, in particolare dopo la morte dell'uomo. Oggi Alina vive "grazie" ai soldi dell'assistenza. «Pochi soldi – specifica –. Non so davvero dove sbattere la testa. Ma il problema è che nel frattempo anche io ho maturato tanti debiti. Circa 48.000 franchi. Senza un lavoro e con questo fardello sulle spalle, c'è il pericolo che mi rispediscano in Romania. Sono disperata. Se mi rimandano in Romania, non saprei neanche dove andare, non ho contatti, non ho un lavoro. Sarei persa». 

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