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CANTONE / SVIZZERA
12.07.2021 - 08:460

Boom di fallimenti aziendali in Ticino

Da inizio anno ben 271 ditte ticinesi hanno dovuto chiudere i battenti.

In controtendenza il dato svizzero: i fallimenti sono infatti lievemente diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2020.

BERNA - I fallimenti aziendali sono lievemente diminuiti in Svizzera nel primo semestre, ma sono aumentati sensibilmente in Ticino: lo indicano i dati pubblicati oggi dalla società d'informazioni economiche Bisnode D&B, che mette anche in luce come prosegua il boom sul fronte delle nascite di nuove imprese.

Nel periodo gennaio-giugno le ditte che hanno dovuto chiudere per insolvenza sono state 1'919 a livello elvetico, l'1% in meno dello stesso periodo del 2020. Il Ticino si muove però in contro tendenza, facendo segnare un +7% che viene superato solo da alcune regioni come Vaud (+9%), Argovia (+12%), Friburgo (+21%) e altri cantoni più piccoli. I poli economici del paese come Zurigo (-5%), Ginevra (-21%), Basilea (-26%) e Berna (-2%) mettono tutti a referto un calo. In questo gruppo si inseriscono anche i Grigioni (-17%, 24 casi).

Ai fallimenti per insolvenza vanno poi aggiunti quelli per lacune nell'organizzazione (articolo 731b del Codice delle obbligazioni): il numero complessivo nei primi sei mesi sale così a 2'922 (dato percentualmente invariato rispetto alla prima parte del 2020) a livello svizzero, a 271 in Ticino (+3%) e a 34 nei Grigioni (-23%).

Se diverse aziende devono chiudere, moltissime aprono i battenti e stando agli specialisti di Bisnode D&B il 2021 si appresta a diventare un anno record in questo campo: le nuove iscrizioni nella Confederazione sono state 26'382 nei primi sei mesi, valore da primato e in progressione del 20% su base annua. Ancora più marcato (+26%) è il balzo del Ticino, che vede 1194 nuove realtà d'impresa, mentre i Grigioni (+16% a 577) si situano un po' sotto la media nazionale. Fra i cantoni che mostrano tassi d'incremento assai elevati possono essere menzionati Zugo (+40%), Sciaffusa (63%) e Berna (+30%).

Le nuove imprese nascono soprattutto in settori quali la consulenza alle imprese (+22% a 2'652), i servizi alle imprese (+8% a 2589) il commercio (+40% a 2320), i servizi di artigiani (+8% a 2'045), la ristorazione (+13% a 1'697), l'amministrazione degli immobili (+52% a 1'621) e l'informatica (+25% a 1'386).

Commenti
 
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volabas56 3 mesi fa su tio
" moltissime aprono i battenti", ma fuchi che non siete altro, prima di far aprire una ditta a cani e porci, verificate a puntino che sussistono i giusti parametri per l'apertura; evitando in questo modo i fallimenti gia' preannunciati in partenza...il mago otelma saprebbe fare meglio.
Don Quijote 3 mesi fa su tio
Statistica non contestualizzata e del tutto sterile come informazione. Hanno chiuso due aziende che occupavano 600 collaboratori o 20 aziende con il titolare, la suocera e il cugino come dipendenti? Meno male che qualcuno lavora con serietà altrimenti il 70% dell’umanità morirebbe di fame!
SteveC 3 mesi fa su tio
Poi ci sono soliti stregoni che annunciano una importante crescita del PIL… ma si, facciamoci prendere tutti per i fondelli
F/A-19 3 mesi fa su tio
Perché in Ticino ci sono tanti che si improvvisano imprenditori, sopratutto frontalieri che tentano l’avventura, hanno molto da guadagnarci. Per esempio un piccolo imprenditore improvvisato non rispetta orari, trasferte, contratti, stipendi minimi, poi sta in piedi il tempo che serve a incamerare soldi fino a quando ne vale la pena, nel frattempo gode di assicurazioni malattia, infortunio, disoccupazione. Dico anche disoccupazione perché l’imprenditore improvvisato è anche molto furbo e coglie l’occasione di assumere i propri familiari che altrimenti sarebbero senza impiego, giusto il tempo di maturare il periodo di indennità. Ora hanno richiesto anche l’aiuto COVID e quando sarà il momento del rimborso ossia a fine marzo 22 ci sarà una impennata dei fallimenti perché per l’imprenditore furbo sarà il comportamento più logico.
dan007 3 mesi fa su tio
Sono anche una parte degli stessi che hanno fatto fallimento che ricreano altre società, molte sono di stranieri che vengono da noi per sfuggire la fiscalità dei paesi confinanti e non solo la fiscalità e la burocrazia in ogni caso occorrerà rivedere la creazione d’impresa da noi che è troppo presa alla lèggerà sarebbe utile istituire una commissione di esperti che valuta il marketing plan l’idea e sopratutto la fattibilità di una nuova impresa nel nostro territorio, non si possono erogare prestiti a società con 100.000.- poi liberati e che da subito acquistano auto di lusso per poi raggirare banche fornitori e clienti.
M70 3 mesi fa su tio
chiudono le ditte ticinesi che hanno sempre pagato tutto...ma i pseudo imprenditori stranieri aprono..e anche se chiudono poi riaprono...ma queste portano indotto...e personale tutto e solo frontaliero. povero Ticino. siamo governati da incapaci.
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