Immobili
Veicoli
Keystone/TiPress - foto d'archivio
ULTIME NOTIZIE Ticino
FOTO
CANTONE
30 min
La moglie faceva il palo, lui contrabbandava prosciutti
Il Tribunale amministrativo federale ha fornito nuovi dettagli sul modo di agire di un contrabbandiere fermato nel 2017.
MASSAGNO
1 ora
È arrivata l'app che ti aiuta a fare la differenziata
L'applicazione riconosce il prodotto e indica all'utente come smistarlo.
CANTONE
2 ore
Meno positivi, ma quattro i decessi
I nuovi positivi sono poco più di mille. Cala anche il numero dei ricoveri, ma non nelle terapie intensive.
CANTONE
2 ore
Una serata (online) per diventare soccorritori volontari
Tre Valli Soccorso è alla ricerca di persone pronte a mettersi a disposizione per una nobile causa.
CANTONE
2 ore
Ecco come imparare a studiare
Torna il corso della Pro Juventute. Ci sono ancora alcuni posti liberi
CANTONE / SVIZZERA
3 ore
Il Tavolino Magico torna a pieno regime
Dopo un 2020 complicato, l'anno scorso l'associazione ha salvato e distribuito 5'182 tonnellate di cibo in Svizzera.
CANTONE
3 ore
«Si controlli l'effettivo pluralismo dei media»
Una mozione dei comunisti chiede al Cantone di monitorare annualmente TV, radio e le testate giornalistiche ticinesi.
CANTONE
4 ore
Stipendio dimezzato: «Siamo sommersi dai debiti»
Basta un licenziamento, e una famiglia può finire al limite dell'auto-fallimento. Il caso di una coppia del Luganese
LOCARNO
5 ore
«Il test rapido ci stava regalando una falsa certezza»
Sempre più dubbi su come si va a caccia del Covid. Il caso di una coppia negativa al primo esame, positiva col PCR.
FAIDO
12 ore
Fumo dal veicolo sulla strada cantonale a Lavorgo
Il conducente si è fermato e ha subito azionato l'estintore
GAMBAROGNO
19 ore
Cade da un muro e finisce all'ospedale
È accaduto a un operaio che stava lavorando in un giardino privato di Caviano.
CANTONE
20 ore
Sostegno alla cultura, accordi rinnovati tra Cantone e Comuni
Sono sei gli accordi sottoscritti per un totale di 1'599'000 franchi all'anno.
CANTONE
20 ore
Delitto di Muralto, si va in appello
Lo scorso 1. ottobre l'imputato era stato condannato a diciotto anni di carcere
LUGANO
26.04.2021 - 06:010
Aggiornamento : 11:50

Il personale dell'Opera Charitas lancia segnali di allarme

C'è una lettera firmata da una ventina di collaboratori. Sarebbe stato coinvolto pure l'Ispettorato del lavoro.

La direzione: «Irresponsabili illazioni orchestrate per scopi che nulla hanno a che fare con il buon clima vigente all'interno dell'Istituto».

LUGANO - Una situazione insostenibile. È così che si potrebbe descrivere, in estrema sintesi, la percezione sul loro posto di lavoro da parte di alcuni collaboratori della Fondazione Opera Charitas di Sonvico. In particolare, pare che nella casa anziani si respiri un clima di paura e autorità, oltre a un carico alto di stress. La “libertà di espressione” in merito alle condizioni di lavoro verrebbe bloccata dalle minacce di licenziamento, tanto da portare il personale ad accettare inerme qualunque cosa o a decidere autonomamente di rescindere il rapporto di lavoro. La conseguenza sarebbero assenze per malattia legate a sintomatologie psicosomatiche e ricorso a professionisti specializzati anche nella psicopatologia del lavoro. Si parlerebbe pure di nepotismo, oltre che di forza lavoro ticinese con poco potere contrattuale vista l’alta presenza di personale frontaliero.

Over 50 accompagnati alla porta - Una situazione che, in realtà, pare vada avanti da molto tempo. E che viene descritta in una lettera firmata (con tanto di nome e cognome) da una ventina di collaboratori. Un malessere che sarebbe pure sfociato - stando a nostre informazioni - in una segnalazione all’Ufficio dell’ispettorato del lavoro. La “goccia che ha fatto traboccare il vaso” sarebbe arrivata con il recente licenziamento di due collaboratori over 50. Che il loro allontanamento (in almeno un caso oggetto di ricorso) possa essere collegato a tutto questo o meno, non è dato saperlo. Ma di certo ad alcuni è parso come un segnale di “colpire uno per educare molti”. E la paura, soprattutto di esporsi, sarebbe aumentata ulteriormente. Insomma, parlare di malessere presso la Fondazione Opera Charitas di Sonvico sembrerebbe apparire quasi riduttivo.

«Sono solo illazioni» - John Baldi, direttore della casa anziani, respinge le accuse e si distanzia da tutto. «Le segnalazioni cui fa riferimento non corrispondono alla reale situazione vigente all’interno delle strutture della Fondazione Opera Charitas - spiega -. È dunque indubbio che ci si trovi di fronte a irresponsabili illazioni, orchestrate per scopi che nulla hanno a che fare col buon clima di lavoro vigente all’interno del nostro Istituto, tantomeno con gli interessi del personale che vi lavora con encomiabile senso di professionalità e apprezzato spirito di abnegazione». Per trasparenza, informiamo il lettore che Tio/20minuti aveva contattato la direzione anche nello scorso mese di ottobre, a seguito della segnalazione di una “situazione ambigua” relativa al presunto comportamento poco responsabile di alcuni collaboratori nel rispetto delle norme Covid. Il direttore Baldi aveva prontamente risposto alle domande, assicurando di «avere adottato tutte le misure di protezione imposte» in accordo con il medico cantonale, per continuare a «operare in tutta sicurezza tanto per il personale che per gli ospiti». Ma non aveva nascosto di non aver gradito che l’episodio fosse uscito dalle mura della casa anziani: «Le illazioni che sono state imprudentemente e irresponsabilmente diffuse sono oggetto di attenta valutazione da parte dei responsabili dell’Istituto - aveva voluto precisare -, in vista d’intraprendere opportuni provvedimenti a tutela del buon nome e dell’onorabilità dello stesso Istituto e dei suoi diretti collaboratori».

Alla ricerca di un dialogo tra le parti - I sindacati VPOD e OCST, da noi contattati, confermano di avere ricevuto delle segnalazioni relative alla gestione del personale. E di essere alla ricerca di un dialogo costruttivo con la Commissione del personale e la direzione. Dal canto suo, l’Ufficio dell’ispettorato del lavoro - “responsabile della salute fisica e psichica dei lavoratori” - non conferma né smentisce il suo intervento, ma fa sapere di «non essere autorizzato a informare terzi in merito alla sua attività». Stessa risposta giunge dal Laboratorio di psicopatologia del lavoro dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC), «tenuta al segreto professionale nei confronti di terzi sui fatti di cui viene a conoscenza nell’esercizio dell’attività di servizio». Dall'Ufficio del medico cantonale, che ha tra i suoi compiti quello di vigilare sulle strutture sanitarie, non è ancora giunta risposta.

Qualcosa, comunque, bolle in pentola. E ne va della serenità dei lavoratori (e di conseguenza quella degli ospiti che vengono assistiti da quello stesso personale).

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2022 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2022-01-18 12:31:48 | 91.208.130.87