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«Una sola malattia non ci può fare tenere tutto chiuso»

CANTONE«Una sola malattia non ci può fare tenere tutto chiuso»

15.02.21 - 21:00
Così la pensa Jürg Heim, delegato della Federazione svizzera dei centri fitness, ospite di Piazza Ticino. Il video.
Ti-Press (archivio)
«Una sola malattia non ci può fare tenere tutto chiuso»
Così la pensa Jürg Heim, delegato della Federazione svizzera dei centri fitness, ospite di Piazza Ticino. Il video.
Con lui anche Anna Celio, direttrice del centro Splash & Spa di Rivera, e Cristian Magno, responsabile del Fit Lab 2.0 di Lugano.

BELLINZONA - «Non vogliamo avere una corsia preferenziale. Il fatto è che i centri fitness sono fondamentali per la salute e per la prevenzione». Così la pensa Jürg Heim, delegato della Federazione svizzera dei centri fitness, ospite di piazzaticino.ch. Di recente i rappresentanti di categoria hanno scritto alla Confederazione, invocando riaperture immediate. Basta con le chiusure anti Covid, insomma. «La gente soffre, va in depressione. Vanno considerati tutti gli aspetti della salute. Nel mondo c'è gente che muore di cancro e di altro. Non si può chiudere tutto per un'unica malattia. Calcoliamo che nel mondo muoiono 8 milioni di persone all'anno solo per il fumo...»

«Si riapra completamente» – Anna Celio, direttrice del centro Splash & Spa di Rivera (che include anche una palestra), precisa: «È importante che tutte le attività come la nostra possano riaprire contemporaneamente e in maniera integrale. Senza limitazioni. Chiaramente nel rispetto delle norme sanitarie. Eventuali aperture parziali creerebbero solo ulteriore diffidenza».

«Una situazione nuova, ma il lockdown...» – «Un po' tutte le Nazioni si trovano in una situazione nuova da gestire – aggiunge Cristian Magno, responsabile del Fit Lab 2.0 di Lugano –. Dal punto di vista scientifico, però, ci sono pareri autorevoli che evidenziano come il lockdown non sia una soluzione contestualizzabile sul lungo termine». 

«Perdite più di bar e ristoranti» – «Il nostro settore – riprende Heim – ha avuto perdite fino al 70-80% su base annua. La gente si abbona solitamente a settembre o a gennaio. Con la paura che circola molte persone non si sono abbonate o non hanno rinnovato. Ecco perché in proporzione abbiamo perso più di bar e ristoranti. I centri riapriranno e magari per qualche mese non avranno alcun incasso». «Il grande danno economico – dice Celio – l'abbiamo già avuto nel 2020. Abbiamo perso la metà della cifra d'affari».

«Gennaio e febbraio per noi sono fondamentali» – Magno fa il punto sui primi due mesi del 2021: «Gennaio e febbraio sono sensibili. Dal punto di vista finanziario non rappresentano 2 mesi su 12. In gennaio e febbraio abbiamo avuto una perdita complessiva del 30% del fatturato».

«Così si abbassano le difese immunitarie» – «Chiudendo i centri fitness aumentano i casi di depressione, di diabete, di cancro – sostiene Heim –. Noi non facciamo solo sport. Bensì anche prevenzione. Stare a casa fermi sul divano fa cadere le difese immunitarie e fa aumentare il rischio di contrarre una malattia infettiva». 

«Aumentano ansia e depressione» – Heim è un fiume in piena. «Non possiamo contrapporre l'economia alla salute. Se si distrugge l'economia si distrugge anche il sistema sanitario. Aumentano ansia e depressione. È una vita che mi occupo di salute. Il danno causato dalle chiusure è superiore a qualsiasi ragionevolezza. Queste chiusure mettono a repentaglio, solo per il nostro settore, circa 30.000 posti di lavoro».

«Anche la cultura deve ripartire» – Secondo Heim ci sono anche altri settori che sono vanno riaperti al più presto. «Come quello della cultura. Non può più restare chiuso. Tutte queste norme restrittive vengono emanate da un Consiglio federale supportato da una task force con evidenti conflitti di interesse, orientata verso la vaccinazione. Accade qualcosa di simile anche altrove. Noi vogliamo riaprire subito. E chiediamo che si accelerino anche gli aiuti. Finora c'è stato solo il lavoro ridotto». 

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