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CANTONE«I docenti dei corsi per adulti saranno indennizzati»

22.12.20 - 11:04
Il Governo rassicura i 325 insegnanti toccati dalle imposizioni messe in atto lo scorso 28 ottobre dal Governo federale.
Tipress (archivio)
CANTONE
22.12.20 - 11:04
«I docenti dei corsi per adulti saranno indennizzati»
Il Governo rassicura i 325 insegnanti toccati dalle imposizioni messe in atto lo scorso 28 ottobre dal Governo federale.
E precisa: «Dei 493 corsi in presenza solo 83 passati in modalità a distanza». Soddisfatto il Sindacato VPOD docenti: «Ora però questa risoluzione deve essere approvata il prima possibile».

BELLINZONA - I docenti dei corsi per adulti rimasti senza lavoro a causa delle restrizioni saranno indennizzati. Lo ha confermato il Consiglio di Stato rispondendo, lo scorso 16 dicembre, a un'interrogazione inoltrata lo scorso 20 novembre Raoul Ghisletta.

Nell'atto parlamentare il deputato socialista avevo chiesto al Governo di «chiarire» la situazione contrattuale dei docenti dei corsi per adulti «lasciati a casa» con comunicazione dell’Istituto formazione continua del 4 novembre. Tutto era nato - ricordiamo - a seguito dei provvedimenti messi in atto dal Consiglio federale lo scorso 28 ottobre che imponevano l’interruzione dei corsi in presenza per motivi sanitari.

I docenti toccati da quella misura - fa sapere oggi il Governo - erano 325 e la massa dei mandati in essere ammontava a 455'000 franchi. «Dei 493 corsi in presenza iniziati in autunno - viene precisato nella risposta - solamente 83 sono passati in modalità a distanza».

70% degli onorari previsti - Il Consiglio di Stato ha pure indicato che è stato redatto «un progetto di risoluzione governativa per indennizzare almeno parzialmente i mandati che non potranno essere onorati dai docenti per causa di pandemia» sebbene le basi giuridiche «non permettano di concludere che questo sia strettamente dovuto». Ma il Governo «valutando la situazione straordinaria» ha deciso di venire incontro ai docenti approvando «un rimborso fino a un massimo del 70% degli onorari previsti». Una scelta questa che viene naturalmente accolta «positivamente» dal Sindacato VPOD che auspica che «la risoluzione governativa possa essere approvata al più presto possibile».

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