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CANTONE«Che incoerenza da Berna! Per i commerci trattamento di favore»

18.12.20 - 16:53
La reazione del presidente di GastroTicino Massimo Suter alla chiusura per un mese della ristorazione
Tipress
«Che incoerenza da Berna! Per i commerci trattamento di favore»
La reazione del presidente di GastroTicino Massimo Suter alla chiusura per un mese della ristorazione
L'associazione: «Gli aiuti arriveranno non prima della primavera. quando sarà troppo tardi e la valanga di fallimenti e licenziamenti non potrà essere più arrestata»

LUGANO - È una brutta giornata oggi per il mondo della ristorazione che martedì prossimo, 22 dicembre, spegnerà le insegne per un mese. Ma quello che fa male a Massimo Suter, presidente di GastroTicino, è la disparità di trattamento. O meglio il trattamento di favore che il Consiglio federale ha riservato a negozi e commerci. 

Dopo l’annuncio da Berna lei, su Facebook, ha postato un commento lapidario: ha vinto l’incoerenza! Può spiegarci meglio?
«Questa misura draconiana era nell’aria, potevamo anche aspettarcela. L’incoerenza sta nel fatto che il nostro sacrificio non è condiviso con altri settori economici che lavorano anch’essi con il grande pubblico. Per negozi e centri commerciali ci sono certo restrizioni, ma possono andare avanti ad operare. Mentre il lockdown di primavera non aveva fatto queste differenze».

Sembra quasi che i piani di protezione dei commerci abbiano un’efficacia e i vostri no…
«Il punto è proprio questo».

Nelle decisioni politiche in Svizzera c’è un’economia che pesa più di un’altra?
«Ci sono decisioni che marciano a due velocità e poi, sì, ci sono due pesi e due misure. Il commercio, siamo chiari, ha avuto un trattamento di favore».

Il bicchiere mezzo pieno di oggi può essere che la chiusura d’imperio darà diritto ad aiuti economici al vostro settore? Mentre le chiusure alle 19 non avevano il sapore della beffa?
«La chiusura anticipata alle 19 era certamente una beffa e una limitazione alla libertà economica, oltre a non dare diritto agli aiuti che ci si poteva attendere. Anche se questi aiuti restano abbastanza teorici».

Ora il settore chiude per un mese. Come vede la ripartenza a metà gennaio se non ci saranno altre sorprese?
«La vedo durissima. Ho sempre detto che in primavera avremmo contato le vittime nel nostro settore. Ce ne saranno di sicuro e saranno parecchie. Molti chiuderanno e ci sarà una perdita di posti di lavoro con tutte le implicazioni sociali che ne deriveranno».

GastroTicino: «Incredibilmente manca un piano di aiuti. È uno schiaffo al settore». 

Dopo la reazione a caldo del suo presidente Massimo Suter, anche GastroTicino prende ufficialmente posizione e, in un comunicato stampa, lancia l'allarme: «L'incendio è divampato e fuori controllo. I fallimenti difficilmente potranno essere evitati». Il Consiglio federale, secondo l’associazione di categoria, non riconosce che il settore è in difficoltà: «Quello che incredibilmente manca è un piano finanziario di aiuti concreti e veloci al settore, come fatto in primavera». GastroTicino esprime profonda delusione perché «la tanto ventilata soluzione per il settore resterà una mera chimera e, se si dovesse optare per degli aiuti, questi arriveranno non prima della primavera, quando sarà troppo tardi e la valanga di fallimenti e licenziamenti non potrà più essere arrestata».  La decisione odierna, sottolinea Gastro, comporta una perdita di quasi 2,5 miliardi di franchi per il settore. «Per finanziare i costi fissi non coperti è necessario circa il 30% del fatturato. Necessitiamo quindi di almeno 600 milioni di franchi al mese per poter coprire proprio i costi fissi. Il Consiglio federale deve ora assumersi la responsabilità di migliaia di fallimenti e di altre decine di migliaia di disoccupati».

 

 

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