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CANTONE
09.05.2020 - 08:040
Aggiornamento : 14:13

Posti d'apprendistato a rischio Covid: «Stiamo studiando soluzioni»

Finora i numeri non segnalano una ritirata delle aziende: «Ma occorrono ancora un migliaio di posti» dice Rita Beltrami

Gli incentivi alle aziende formatrici: «Tutto aiuta ma se un datore di lavoro è al limite non sarà questo a farlo sopravvivere» dice la responsabile dell'Ufficio dell'orientamento scolastico e professionale

BELLINZONA - L’onda nefasta del coronavirus sui posti di tirocinio ancora non si vede. Ma la preoccupazione è palpabile, come dimostrano negli ultimi giorni le due mozioni comunali del Ppd, a Biasca e Locarno, che invitano i Comuni a premiare con mille franchi le aziende formatrici che assumono un nuovo apprendista.

Aziende che, a tutt’oggi, non si sono rimangiate l’offerta. I dati ufficiali del Cantone, aggiornati 5 di maggio, indicano 1742 posti offerti contro i 1761 dell’anno precedente allo stesso giorno. Anche il confronto per i contratti di tirocinio confermati, 245 contro i 223, di un anno fa non mostra cali, anzi è leggermente migliore. 

La pandemia non sembra dunque aver intaccato l’offerta al momento…
«Appunto, al momento - risponde Rita Beltrami, capoufficio dell’orientamento scolastico e professionale -. A tutt’oggi abbiamo 918 aziende che si sono rese disponibili a formare. L’anno scorso erano 969. Abbiamo notato che questo deficit si registra soprattutto nel Luganese».

Questa la situazione oggi. In prospettiva cosa ci si può attendere?
«Quello che possiamo dire è che occorrono ancora almeno migliaio di posti per avere un numero sufficiente a coprire il bisogno. Non sappiamo cosa accadrà in alcuni settori, pensiamo alla ristorazione e a come sarà la ripresa».

Quali sono le incognite?
«La prima è se il tempo ci confermerà gli attuali posti. Già oggi riceviamo qualche telefonata di aziende costrette a ritirarsi. Il secondo punto interrogativo è se arriveranno i posti che servono a coprire il fabbisogno un po’ in tutti i settori».

Gli incentivi economici possono essere decisivi?
«Mettiamola così, tutto aiuta. Dopodiché il problema di fondo è che se un’azienda si trova al limite della sopravvivenza non sarà questo a farla sopravvivere. I problemi a quel punto diverrebbero altri. Comunque meglio di niente. La Viscom (l’associazione nazionale dell'industria grafica, ndr), ad esempio, ha deciso di versare per ogni nuovo contratto 2'000 franchi. Ma se un'attività non riapre non riapre».

Come scongiurare il fatto che i ragazzi possano trovarsi senza un posto per formarsi in azienda?
«È importante sottolineare che la situazione viene costantemente monitorata dal Cantone. Quest’anno ancora di più. Inoltre si sta cercando di capire quali potranno essere le soluzioni per quei giovani che hanno fatto una scelta, responsabile e ben meditata, ma che non dovessero trovare un posto di apprendistato».

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