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BELLINZONAAziende che riaprono. L'accusa a Cocchi: "C'è poca trasparenza"

02.04.20 - 14:31
Un'interpellanza chiede di fare chiarezza sulle autorizzazioni concesse alle ditte che possono riaprire i battenti.
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Aziende che riaprono. L'accusa a Cocchi: "C'è poca trasparenza"
Un'interpellanza chiede di fare chiarezza sulle autorizzazioni concesse alle ditte che possono riaprire i battenti.

BELLINZONA - Una mancanza di trasparenza in merito alle ditte che hanno ricevuto l'autorizzazione a riaprire i battenti in questi giorni. L'accusa arriva per bocca del MPS che attraverso un'interpellanza si scaglia contro il comandante della polizia e capo dello Stato Maggiore di Condotta Cantonale (SMCC), Matteo Cocchi, il quale ieri durante la conferenza stampa  ha riferito che  "sarebbero una quarantina le autorizzazioni" concesse alle aziende. "Matteo Cocchi non ha però voluto comunicare quali sono queste ditte, con quali motivazioni lavorano e con quanti dipendenti" sbotta il MPS che parla di "mancanza di trasparenza che non trova nessuna giustificazione". Insomma - si chiede il MPS - per quale motivo "non si debba indicare in modo preciso e chiaro a quali datori di lavoro e per quale motivo si permette di derogare a queste restrizioni".

Una richiesta che nasce dal sospetto che un numero sempre maggiore di aziende abbiano ripreso o stiano per riprendere l’attività anche per attività non socialmente necessarie allo stato attuale. Gli autori dell'atto parlamentare fanno il nome della ditta del consigliere nazionale Fabio Regazzi, ma parlano anche di "aziende che lavorano l’oro nel Mendrisiotto passando da aziende edili che affermano pubblicamente d’aver ricevuto un permesso grazie alle amicizie con il consigliere di stato Gobbi". Da qui la necessità di fare chiarezza e di presentare l'interrogazione con sei domande precise. Eccole: 

1.     Indicare quali sono le aziende che hanno ottenuto un’autorizzazione a lavorare per il periodo dal 30 marzo al 4 aprile.

2.     Indicarci per ogni ditta il tipo di produzione svolto, le motivazioni, il numero di dipendenti occupati ed i giorni di lavoro.

3.     Come si è proceduto per la verifica che le aziende abbiamo effettivamente lavorato solo per le motivazioni alla base dell’autorizzazione e con unicamente il numero di dipendenti autorizzati?

4.     Se, per il controllo e la verifica, sono state coinvolte le commissioni del personale delle aziende o, dove non ci fossero delle commissioni, direttamente il personale?

5.     Come si è proceduto per la verifica del rispetto delle condizioni sanitarie sui posti di lavoro, nei locali comuni (mense e spogliatoi) e per il tragitto casa-lavoro?

6.     Di confermarci che il capo di AITI e consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi non riceverà per la settimana dal 6 al 9 aprile 2020 nessun permesso per produrre un bene non primario come le tapparelle.

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