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LUGANO
20.05.2020 - 07:590
Aggiornamento : 11:57

Licenziamenti e accuse: la Croce Rossa in subbuglio

L'emergenza Covid non è l'unico grattacapo per il colosso no profit. Cosa succede nella sezione del Sottoceneri?

Il DSS e la Polizia allertati per delle presunte molestie. Ma il caso viene chiuso senza denunce, e con le dimissioni di un collaboratore.

LUGANO - Due licenziamenti burrascosi, con strascichi legali. Un caso di burnout. Un direttore che si dimette. E se non bastasse, un'indagine interna per presunte molestie, finita senza denunce ma con le dimissioni di un collaboratore.

Impegnati sul fronte Covid - Anche senza il coronavirus il 2019 è stato un anno travagliato per la Croce Rossa del Sottoceneri. E il 2020 non è iniziato nel migliore dei modi. Durante la pandemia l'associazione no profit è stata in prima linea nell'assistenza alla popolazione in Ticino - con diverse attività dai trasporti per anziani alla spesa a domicilio – ma al contempo ha dovuto fare i conti con gli strascichi (anche legali) di alcune partenze "burrascose" tra il personale. 

Sotto pressione - I problemi iniziano l'anno scorso, con le dimissioni di un dirigente del settore migrazione, causa «esaurimento nervoso». Poi un gruppo di collaboratori – una decina – si rivolge ai vertici dell'associazione lamentando «comportamenti ai limiti del mobbing» da parte del responsabile di uno dei centri per rifugiati. Quest'ultimo viene allontanato ma contesta il licenziamento per «ingiusta causa». Nel frattempo al responsabile della sicurezza dei centri tocca la stessa sorte. E anche questi si rivolge agli avvocati. 

Divergenze di vedute - Sembra un effetto domino. A settembre a partire è stato il co-direttore della Sezione Fabrizio Comandini, ex dirigente delle carceri cantonali licenziato nel 2014 dal Cantone. Una separazione «consensuale» dovuta, pare, a divergenze di vedute. Resta la co-direttrice Josiane Ricci per la quale, però, i problemi non sono finiti.

Indagine interna - L'anno scorso si è chiuso infatti con un'indagine interna per un presunto caso di molestie: è un collaboratore a segnalare alla direzione dei comportamenti «equivoci» da parte di un dirigente. Viene avvertito il Dss e coinvolta persino la Polizia cantonale.

«Piena fiducia» - Ma gli accertamenti non portano a niente. Passano le settimane e la direzione comunica, a gennaio, che il dirigente «gode della piena fiducia» dell'associazione. Ad andarsene – ma di sua iniziativa – è il collaboratore autore della segnalazione, seguito a ruota da due collaboratrici che si dimettono dopo anni di servizio.

No comment - Su tutte queste vicende, confermate da diverse fonti all'interno della Croce Rossa, le cui testimonianze sono state raccolte e incrociate da tio.ch/20minuti, avremmo voluto chiedere spiegazioni da parte dell'organizzazione. «Non è nostra abitudine commentare il rapporto di lavoro con i nostri dipendenti, a maggior ragione se vi fossero delle cause pendenti» è la risposta inviataci dalla direttrice Josiane Ricci. 

Immagine da tutelare - La direzione si limita a sottolineare che «non risultano procedimenti penali pendenti né tanto meno condanne» nei confronti di collaboratori della Sezione del Sottoceneri. La linea adottata insomma è quella del riserbo, per «tutelare l'emblema di Croce Rossa e il lavoro delle collaboratrici e dei collaboratori che tanto si impegnano per la nostra missione». Alcuni di questi, a quanto risulta, avrebbero chiesto di essere ascoltati dalla direzione relativamente alle vicende citate. Ma non sarebbero stati coinvolti nell'indagine interna.

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