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Non si molla al GdP: al lavoro, pur senza garanzie

Il quotidiano cattolico continuerà a uscire almeno fino a domani. Intanto i ticinesi si stanno mobilitando per salvarlo. E un editore locale sembra interessato a un possibile rilancio
TiPress
Non si molla al GdP: al lavoro, pur senza garanzie
Il quotidiano cattolico continuerà a uscire almeno fino a domani. Intanto i ticinesi si stanno mobilitando per salvarlo. E un editore locale sembra interessato a un possibile rilancio
LUGANO – Non si molla, al Giornale del Popolo. Quella di oggi, venerdì 18 maggio, uscita completamente "in bianco", non sarà l'ultima edizione del quotidiano cattolico. Infatti, al momento, i dipendenti del giornale si trovano in ...

LUGANO – Non si molla, al Giornale del Popolo. Quella di oggi, venerdì 18 maggio, uscita completamente "in bianco", non sarà l'ultima edizione del quotidiano cattolico. Infatti, al momento, i dipendenti del giornale si trovano in redazione a lavorare. Senza garanzia di stipendio, certo. Ma con tanta determinazione. Il GdP uscirà ancora domani, sabato. Forse anche martedì. 

Si apre uno spiraglio – Nel frattempo, i ticinesi si stanno mobilitando. Sono state aperte diverse collette per sostenere la trentina di collaboratori del quotidiano, che potrebbero restare a piedi. E mentre la Curia è sotto accusa per non avere saputo prevedere il collasso (e per non avere previsto un piano sociale per i dipendenti), si aprono nuovi spiragli. Le speranze, insomma, non sono ancora definitivamente spente. Ci sono, infatti, novità anche su altri fronti. Un editore in particolare si starebbe interessando a un eventuale rilancio del GdP. 

Grido disperato – Servono 400.000 franchi per continuare a crederci. Una cifra non enorme, considerando che il GdP non ha debiti. La direttrice Alessandra Zumthor ieri, in diretta televisiva, aveva lanciato un appello: «Se qualcuno vuole bene al nostro giornale, è il momento di farsi avanti». E dalle prime informazioni in nostro possesso sembra che il suo grido disperato non sia caduto nel vuoto. 

Grande orgoglio – Lo storico quotidiano, fondato 92 anni fa da Monsignor Aurelio Bacciarini, al momento si trova come un paziente grave, agonizzante nel suo letto. Ma non è ancora morto. E l'orgoglio con cui giornalisti, grafici e segretari oggi si sono presentati in redazione lo dimostra.   

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