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27.02.2018 - 06:490
Aggiornamento : 10:35

«Così distinguerete un bravo broker da un impostore»

Dopo il caso di una giovane chiassese raggirata sulle casse malati, scatta la rivolta dei consulenti "buoni": «Combattiamo le mele marce»

LUGANO – «Sì, questa è una giungla. Ed è giusto combattere le mele marce». Giacomo Schironi fa il broker assicurativo. Ed è infastidito dall’ennesima notizia trapelata da Ticinonline/ 20 Minuti in merito al raggiro di una cliente sul cambio della cassa malati. Una giovane donna di Chiasso a cui sono state fatte promesse mai mantenute. E che si è ritrovata così a pagare due complementari in contemporanea. «Questa gente sta rovinando il mercato - gli fa eco Ivan Bernaschina, consulente indipendente -. Ora vi spieghiamo come si fa a distinguere un broker serio da uno che vi vuole fregare».

Golose provvigioni - A essere finita sotto accusa è una società di comparazione delle casse malati con sede a Lugano. In particolare, stando anche ad altre testimonianze giunte nel frattempo in redazione, sarebbe il “modus operandi” aggressivo di alcuni consulenti a creare problemi ai consumatori. Allettati da golose provvigioni, pronti a tutto (anche alle frottole) pur di portare a casa un contratto. «Queste situazioni - ammette Schironi - non sono isolate. Per noi sono deleterie. Perché mettono diffidenza nei nostri nuovi potenziali clienti. Inutile nasconderlo: in giro ci sono broker che vogliono truffare il cliente. E le provvigioni hanno un peso. Ci sono anche tanti incompetenti. Non dimentichiamoci, però, di tutti quei professionisti seri che fanno bene il loro mestiere».   

Caso risolto - La titolare nell’azienda luganese "incriminata", nel frattempo, ci ha contattati spiegandoci che la situazione della giovane chiassese sarà chiarita a breve e che è stata trovata una soluzione per disdire il contratto firmato erroneamente. 

Niente call center – Ma, onde evitare che simili situazioni si ripetano, come si fa a capire se quello che si ha di fronte è un broker affidabile o meno? Prima regola: mai fidarsi dei call center. Bernaschina è chiaro. «Chi si appoggia a un call center per contattare la clientela, fa vendita, non consulenza. E dunque vuole vendere contratti». Punto secondo: chiedere sempre un biglietto da visita al broker. «Molti non ti lasciano niente - dice Schironi -. E non sai neanche con chi hai parlato. È giusto che il consumatore abbia completamente in chiaro per chi sta lavorando il consulente. Altrimenti potrebbe esserci il sospetto che si ha a che fare con un consulente "mordi e fuggi", che fa questo mestiere perché non ha altro da fare».

Sempre almeno due offerte – E c’è un altro aspetto da non sottovalutare. «Se il broker, al primo incontro, non fa alcuna domanda sul tuo stato di salute o sui tuoi interessi, qualcosa non quadra – afferma Schironi –. Come fa un broker a farti un'offerta valida, se non si interessa minimamente della tua situazione? Assurdo». Il broker vuole farvi cambiare cassa malati? Attenzione. Può essere che sia convenzionato con una compagnia che lo paga molto bene per portare a casa un contratto. «Il consumatore – riprende Bernaschina – deve sempre pretendere almeno due offerte legate a due casse malati differenti. Poi potrà scegliere». 

Non nascondere problemi di salute – Occhio anche a non dichiarare il falso. «Se ci sono problemi particolari di salute – precisa Bernaschina – il consumatore li deve sempre dichiarare. Non bisogna mai nascondere nulla. Se vi propongono stratagemmi loschi, lasciate perdere. Un bravo consulente sa come presentare i casi eccezionali».

Attenti alle firme – E poi c’è la regola principe. Quella prioritaria. «Per avere un’offerta non occorre firmare alcun documento – evidenzia Schironi – . Ogni volta che mettete una firma, sappiate che state firmando un contratto. Probabilmente vincolante».

Settore sporco – Bernaschina non usa mezzi termini nel definire l’ambiente dei broker.  E ribadisce: «Purtroppo è un settore sporco. Ci sono ottimi consulenti, ma ci sono anche persone che si improvvisano perché non hanno alternative. E che quindi, pur di fare bella figura e ottenere provvigioni, sono disposti a fare carte false. Alcune ditte sfruttano questi lavoratori. Li assumono per un certo periodo, per ottenere contratti dalla loro cerchia famigliare e tra i loro amici. Poi, dopo qualche mesi, quando questi “poveri” broker non hanno più contatti utili, ecco che vengono licenziati».

Le responsabilità delle casse malati – Ma c’è dell’altro. E Bernaschina lo ammette con trasparenza. «Anche le casse malati sono responsabili del malandazzo. Tollerano che ci siano broker irresponsabili sulla piazza, pur di ottenere qualche contratto in più. Guardano ai numeri e non alla qualità. Non è tollerabile eticamente».

Giro di vite – La situazione è talmente fuori controllo che le autorità stanno cercando di trovare soluzioni per contenere l’ondata di raggiri. «Presto – conclude Bernaschina – ogni broker dovrà ottenere una certificazione specifica». Insomma, burocrazia in arrivo. «Ormai per colpa di persone che non lavorano seriamente, ci vanno di mezzo anche quelli bravi. Io, in ogni caso, invito chi ha un broker di fiducia a sostenerlo e ad aiutarlo nella ricerca di nuovi contatti. Solo così si faranno sparire gli impostori».

Commenti
 
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Giacomo.swiss 2 anni fa su tio
Buongiorno a tutti, dato che ho rilasciato l'intervista, mi interesserebbe inserire un paio di considerazioni, visto anche tutti i commenti all'articolo. Per prima cosa spero sia riuscito abbastanza chiaro che non sparo a zero su TUTTI i broker, categoria di cui faccio parte, ma solo quelli palesemente disonesti o ignoranti. D'altra parte il nostro lavoro, fatto bene è quasi indispensabile, non solo per l'assicurazione malattia ma anche per tutto quello che riguarda previdenza, pensione,lacune contributive per qualsiasi evento negativo e programmazione economica. Con linguaggio tecnico si parla di analisi finanziaria e previdenziale e per farla in modo adeguato bisogna aver studiato.... come per una cassa malati un terzo pilastro fatto male può crearti problemi nel momento in cui lo devi utilizzare. Per questo preferisco essere chiamato consulente finanziario assicurativo invece di broker o intermediario. Un aspetto importante della questione sono anche le società di brokeraggio per le quali si lavora: nella mia non diventerà mai contratto se porto una proposta con 3 verbali firmati, articolo 45, 3 firme sui contratti e tabella di comparazione prestazioni e prezzi, lettere di disdetta già firmate. In caso di reclami di clienti ho finito di lavorare. Lavoro per referenza, perciò un cliente non soddisfatto non mi darà mai i suoi contatti. Ultima cosa: per lavorare esame AFA e numero FINMA sono obbligatori solo per gli intermediari non vincolati a società, per i dipendenti delle società di brokeraggio basta una persona che abbia fatto l'esame perche la societa sia iscritta al registro degli intermediari. Ciononostante in primavera faccio l'asame. Cordiali saluti
Trasp 2 anni fa su tio
Hai ragione, il broker non chiede onorario. Per questo io preferisco andare da un fiduciario che per Legge deve fare l'interesse del cliente, e che in cambio gli paga un onorario. E il fiduciario per Legge non può ne proporti direttamente un prodotto di un azienda, ne prendere delle commissioni.
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
Scusate l'intrusione ma mi sembra dovuta. Sono 6 anni che faccio questo mestiere e a giudicare si è sempre bravi. Non facciamo gli ipocriti, anche chi ha il numero FINMA può fare il furbo, quindi non è segno di qualità della persona. Sicuramente lo è per la preparazione tecnica e legale, ma "anche un ladro può studiare da banchiere". I miei "consigli" (per chi li reputa tali e utili), sono stati messi per evitare che i più marci che ci sono in giro continuino indisturbati. Ho conosciuto parecchie persone che avevano 2 o 3 casse malati perchè il loro "broker" non aveva fatto disdette (forse perchè non poteva nemmeno farle o solo per mancanza di voglia). Ho parecchie famiglie che ho aiutato a sistemare le loro situazioni a dir poco shoccanti, quindi mi sono sentito in dovere di alzare la voce e cominciare a denunciare questo tipo di problema, cosa che molti altri tacciono e acconsentono...
miba 2 anni fa su tio
@IvanBernaschina Innanzi tutto un complimento personale perché ti sei messo in prima persona con onestà ed umiltà ed anche dagli altri blogger's broker's e/o consulenti vedo che c'è interesse, passione e soprattutto onestà nel loro operato. Purtroppo i termini FINMA, AFA, CICERO, ecc sono sconosciuti alla maggior parte delle persone alle quali non restano che due possibilità e cioè o il "fai da te" oppure, mission (quasi) impossible", ricorrere ai servizi di un buon broker e/o consulente serio, affidabile e preparato. Sarebbe stata troppa grazia vedere un commento, un pensiero e/o una riflessione di chi fa incetta di firme per le casse malati, se non altro per sapere come si sente a fine giornata una persona quanto ha praticamente gabbato un numero x di persone che hanno riposto in lui la propria fiducia. È un problema complesso e non solo per quanto riguarda le coperture di cassa malati ed è complesso perché come hai giustamente affermato tu è una giungla. Ed è ancora più una giungla dal momento che i consulenti stessi di compagnie assicurative arrivano a spacciare proposte d'assicurazione (fatte firmare al cliente) per offerte, poi il cliente si è ritrovato la polizza d'assicurazione nella buca lettere con la relativa polizza di versamento (no comment!). Non sono né un consulente né un broker ma in passato ero responsabile della gestione dei consulenti e broker's per una società d'assicurazioni e ne ho veramente viste di tutti i colori. Hai dato dei buoni consigli (così come anche altri blogger's del mestiere) ma la ricetta magica per distinguere il buon broker dal ciarlatano purtroppo non c'è. Se posso aggiungere ancora qualcosa di personale a chi ci legge affermo senza ombra di dubbio che i servizi di un buon broker valgono sicuramente la pena ed oltretutto non costano niente all'assicurato. Un buon broker non fa mai telemarketing e principalmente lavora sulla consulenza (che porta poi anche alla produzione) e non sulla disperata ricerca di firme a contratti. Il buon broker analizza tutta la situazione assicurativa ed è in grado di consigliare e proporre a 360 gradi e non si limita alla cassa malati (che oltretutto per quanto concerne la base è un pacchetto standard dal momento che è una legge federale...). Siate magari un po' più furbi e fate qualche domanda in più, per esempio sugli anni di attività, sulla struttura e con chi opera, magari anche una o due referenze. Certo che se uno firma qualcosa di importante con una persona che fino ad un mese prima faceva il cameriere o l'idraulico, con tutto il rispetto per queste professioni ma qualcosa non quadra. Mi spiace dirlo ma diffidate per principio dal conoscente, dal vicino di casa o magari anche dal parente che vuol farvi stipulare assicurazioni: in questi casi la fiducia viene data subito ma poi va a finire che oltre ai pasticci si perde anche l'amicizia. Mi scuso per la lunghezza ma è comunque un'opinione neutrale dal momento che ho avuto concretamente a che fare con broker's seri, con ciarlatani, con clienti soddisfatti rispettivamente con clienti con il dente avvelenato nei confronti dei broker's
Nicklugano 2 anni fa su tio
Certo che a leggere i commenti dei signori Schironi e Bernaschina, mi sa che conviene dimenticare tutti i broker... se già loro si esprimono in questo modo, le speranze residue sono pochissime.
miba 2 anni fa su tio
@Nicklugano ...e non appaiono nemmeno nel database della FINMA (registro degli intermediari assicurativi). Ho sbagliato io a cercare o non ci sono per davvero?
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@miba Per quanto riguarda me non ci sono ancora, l'ufficio dove lavoravo fino a poco fa non lo riteneva indispensabile. Da poco sono indipendente (senza partita IVA) e il prossimo passo è proprio dare l'esame per avere l'attestazione FINMA. (Voglio essere sincero e non ipocrita come molti altri).
Orso 2 anni fa su tio
Leggo spesso commenti denigranti sui Broker. Come in tutte le cose ci sono quelli bravi e seri e quelli che si spacciano per Broker e non lo sono. Sicuramente le persone che ne parlano male hanno avuto a che fare con gente poco seria o che non sono veri Broker. Consiglio di verificare se il Broker é iscritto all'Albo Federale, con quante assicurazioni lavora (un broker serio lavora almeno con 4 compagnie diverse e almeno 10 casse malati per poter garantire un minimo di scelta orientata verso i bisogni del cliente), inoltre é bene guardare gli anni di esperienza. Magari l'amico che vende le casse malati solo la sera e il giorno fa un altro lavoro, non avrà molto tempo da dedicare alla sua formazione o esperienza lavorativa. Magari chiedere che abbiano una RC professionale contro danni da consulenza (ce l'hanno in pochi). Poi ci sono associazioni di categoria come la SIBA. Insomma ci sono tante possibilità per verificare la qualità del Broker. :) se guardate le cose sopra descritte, vedrete che il 75% delle persone che si spacciano per Broker sono già escluse
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@Orso Questo che hai appena scritto te lo confermo e ti aggiungo che di più ufficiale c'è anche CICERO. Non in molti lo hanno.
GI 2 anni fa su tio
Per quale buona ragione (=quella della trasparenza....) non si rendono noti i nomi di questi benpensanti ??
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@GI Eccomi.
Trasp 2 anni fa su tio
Broker viene dal passato del verbo to break(rompere)/broken(rotto) e non dico che cosa.
Vhpd 2 anni fa su tio
Ci sono broker veri e broker sciacalli, improvvisati, affaristi, e basta. Io ho un broker "vero" che da anni uso e se prima ero scettico sulla categoria, devo dire che sta facendo un lavoro eccellente, sempre con varianti alla mano, soluzioni ragionate, nessuna pressione, veramente apprezzato. Inoltre si tratta di un esperto del ramo da una vita, conosce bene la materia, e non è un "riciclato" che appena riceve una domanda fuori dagli schemi va in panico... Bisognerebbe difendere la categoria dalle persone che invece la rovinano cercando di ottenere solo provvigioni, senza competenze, e con metodi discutibilissimi e fastidiosi.
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@Vhpd Se ha la tua piena fiducia tienitelo stretto e aiutalo a trovare nuovi clienti.
87 2 anni fa su tio
Per far capire quanto siano tenaci i call-center::: Ho riciclato un vecchio telefonino inserendogli una carta SIM prepagata, di cui non ho dato il numero a nessuno, nemmeno ai concorsi o altro.¶ Lascio il telefono acceso per settimane, e giustamente non ricevo nessuna chiamata, ma poi... Inserisco un annuncio sul noto portale svizzero di "tutti-punto-ci-acca", utilizzando il numero della nuova carta SIM, e magicamente il telefono ricomincia a squillare, ma non sono persone interessate agli oggetti in vendita, sono dei call-center che vendono assicurazioni: "Salve, chiamo dalla sede centrale assicurazioni in Berna. Il nostro consulente passerà nella sua zona settimana prossima...".¶ Quando chiedo loro come hanno ottenuto il numero su cui stanno chiamando, dicono che ricevono delle liste già fatte.¶ Che caso: sempre dopo uno o due giorni da quando ho pubblicato l'inserzione!!!¶ Nell'annuncio non serve a nulla evitare di scrivere il numero nel campo dedicato e inserirlo nella descrizione: i call-center spulciano tutto l'annuncio alla ricerca di qualsiasi cosa assomigli a un numero di telefono.
Vhpd 2 anni fa su tio
@87 Anche a me è successa la stessa cosa, dopo ogni annuncio tempo 15 minuti-1 ora ed eccoli, "salve chiamo dal centro di informazione di Bellinzona.... ".
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@Vhpd Un modo dei call-center per trovare i numeri di telefono, ho sentito da uno che ci lavora dentro, è proprio quello. Gli asterischi non aiutano molto, anzi, hanno fatto sì che le chiamate vengono fatte sui cellulari.
Calabrin 2 anni fa su tio
sono 25 anni che lotto contro questi qui!! ma la FINMA dov'é?? Presente solo per incassare la tassa????
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@Calabrin Ciao Calabrin. Io sono da 6 anni che faccio questo lavoro, non tanti quanto te, ma anch'io lavoro con passione e onestà. Possono garantirtelo tutti i miei clienti che hanno avuto sempre disponibilità, chiarezza ed equità nel portare una compagnia o un'altra (giusto per chiarire mi è raro portare solo un'offerta, voglio sempre che sia il cliente a scegliere). Come te mi sono scontrato in questo ambiente sporco già da subito e ho aiutato persone incastrate da questi venditori, quindi siamo sulla stessa onda. Quanto al numero FINMA ti do ragione, non ce l'ho. Ho lavorato fino a poco fa per un ufficio che non lo riteneva indispensabile, da nemmeno un mese però ho intrapreso una via indipendente e sarà la prima cosa che farò.
miba 2 anni fa su tio
Come avevo già scritto nel post relativo all'articolo precedente, anche se effettivamente pochi, sul mercato esistono comunque broker's seri, preparati ed affidabili (ed avevo anche consigliato di dare un'occhiata in tutti.ch per vedere com'è realmente la situazione di chi offre lavoro a tanti poveri disperati. Non sono per niente d'accordo su chi spara a zero sui broker's perché chi lo fa SERIAMENTE ed ONESTAMENTE non si limita soltanto a far firmare polizze ma c'è ben altro (lacune assicurative, sovrassicurazioni, esserci in prima persona quando c'è una problematica con l'assicuratore, analizzare eventuali aumenti di premio ricevuti, consigliare in situazioni delicate e/o particolari, ecc ecc ecc). Un buon broker deve pertanto essere ben preparato (e spesso sotto lo stesso tetto di broker's SERI lavorano più specialisti in differenti rami assicurativi e questo proprio per essere un punto di forza a 360 gradi nel panorama assicurativo). `Mi sembra chiaro ed evidente che un broker non lavori gratis ma se fa bene il proprio lavoro quello che guadagna con le commissioni delle assicurazioni è più che giustificato perché se fatto professionalmente e da persone serie e preparate è un valore aggiunto alla gestione delle proprie assicurazioni. Qui si è incentrato il discorso sulle casse malati ma il broker lavora sulle assicurazioni in senso globale ed onestamente mi risulta anche che un broker tendenzialmente è più orientato alle assicurazioni aziendali (forse un po' più complesse e che richiedono analisi SERIE) che non la cassa malati di Tizio, Caio e Sempronio ed il settore delle casse malati non è sicuramente il loro cavallo di battaglia. Purtroppo il mercato è stato invaso da una marea di ciarlatani, imbroglioni, venditori di fumo ed incantatori di serpenti (e non solo nel settore dell'assicurazione malattia) per i quali l'unico obiettivo è quello di portare a casa il maggior numero di polizze/contratti firmati (e poi qui cominciano le odissee per chi ha firmato in buona fede...). Nella mia carriera professionale (non sono un broker) ne ho viste di tutti i colori, anche personaggi che chiedevano quanto fosse la provvigione prima di portare il cliente (e che quindi chiedono a destra ed a manca e fanno poi firmare al cliente per chi offre più provvigioni). Concludendo non è effettivamente facile differenziare il broker serio, affidabile e preparato dal ciarlatano ma, e questa è l'unica critica che mi permetto di fare ai broker's SERI, non è forse il caso di cominciare a proteggersi? Purtroppo anche il numero FINMA non è sempre sinonimo di certezza dal momento che quando questo è stato introdotto le certificazioni sono state concesse in maniera molto soft (e tutti, ciarlatani compresi hanno sfruttato l'occasione) e solo successivamente si è data una stretta....
TheOsage 2 anni fa su tio
@miba Il problema è la Finma è solo un numero che spesso possono avere anche le società che poi mandano gente non formata e alla quale chiedono solo di portare contratti. Da un paio di anni è stato creato CICERO, dove i consulenti devono iscriversi, purtroppo questo non è ancora obbligatorio. Peccato poiché la condizione prima è aver fatto e ottenuto il diploma AFA che poi permette di avere l'affiliazione a Finma. Oltre questo bisogna ottenere negli anni dei crediti per essere affiliati, cosa che costa tempo e denaro al consulente, ma però servirà a dare qualità. Solo che le compagnie ancora non chiedono abbligatorietà, un giorno spero arrivi. Così forse qualcosa miglierera. Convengo con il fatto che le casse malati sono un campo che a molti consulenti non interessa. Parlo per me , stipulerò si e no 5/6 casse malati all'anno. Non mi interessano particolarmente, e lo faccio solo se mi viene richiesto. Sono altre le assicurazioni da stipulare più interessanti. Come dici bene , quelle aziendali in primis.
IvanBernaschina 2 anni fa su tio
@miba Miba, mi trovi d'accordo su tutto ciò che hai scritto alla perfezione. Non aggiungo altro se non che sul mercato di cassa malati c'è bisogno di una figura professionale ma, come ben hai già anticipato, i broker sono più indirizzati su altri rami perchè ricevono un courtage a contrario della cassa malati. Attualmente lo Stato per filtrare sta inserendo FINMA obbligatoria, CICERO e ne ariveranno altre ancora, ma non risolverà tanto il problema, perchè rendono anche difficile il lavoro. Per farti l'esempio di CICERO hai l'obbligo di fare un tot punti (ore) per anno, in questo modo certifichi il tuo constante aggiornamento. Però "rubi" parecchie ore al lavoro. Ci deve essere una via di mezzo e il cliente privato deve conoscere delle armi di difesa. Io ho fatto il mio piccolo passo dando queste dritte al giornalista in questione, spero che anche altri broker seri facciano lo stesso. Bisogna pulire l'ambiente
TheOsage 2 anni fa su tio
@IvanBernaschina Sono 60 crediti ogni 2 anni, io sono affiliato da un anno e ne ho 28, quindi in linea. Purtroppo devo dissentire con @Sganga, purtroppo e ripeto purtroppo, per il momento non è obbligatorio essere iscritti a Cicero. Io lavoro con tutte le compagnie e fino ad ora è arrivata una sola compagnia a chiedere l'obbligo. Le altre spero arrivino presto.
Zico 2 anni fa su tio
@TheOsage sei sicuro? a me risulta che devi essere iscritto personalmente e se i un vero broker a fianco del nome della compagnia appare 'libero' cioè libero di portare i contratti dove desidera il cliente. sul fatto delle cassemalati lasciamo perdere.. l'altro giorno mi ha chiamato una broker di Chiasso chiedendomi che cassa malati avevo. risposta: sono assicurato in Germania e pago 250 franchi al mese senza franchigia con le complementari... beh, ci ha creduto! Oltretutto avesse solo guardato in local il numero di telefono che stava componendo si sarebbe accorta che parlava con un broker. ma si fa fatica! chiamate alla cieca! serietà????
TheOsage 2 anni fa su tio
@Zico Si, sicuro al 100%, lavoro con colleghi regolarmente iscritti a Finma e che hanno diploma Afa, ma non sono iscritti a Cicero.
Zico 2 anni fa su tio
@TheOsage allora ho capito male: io intendevo che alla Finma sei iscritto personalmente. a Cicero non lo so! ma qual'è la Cia che ti obbliga ad avere cicero? io lavoro con tutte e nessuno mi ha mai chiesto se sono o no iscritto a cicero. me lo dici pf. grazie
TheOsage 2 anni fa su tio
@Zico Mi sono forse espresso male. Nelle scorse settimane abbiano dovuto firmare un documento interno dove ci veniva comunicato che per vendere i prodotti di questa compagnia bisgnava avere l'iscrizione alla Finma, Cicero verrà tra breve. Questa compagnia sta imponendo l'iscrizione almeno alla Finma, meglio anche Cicero. Però per non fare pubblicità ometto il nome.
Zico 2 anni fa su tio
@TheOsage essere iscritti alla Finma mi sembra il minimo.perchè prima c'era da voi gente che vendeva assicurazione senza essere iscritto alla Finma? mi par ben strano.
TheOsage 2 anni fa su tio
@Zico No, ma se lo hanno fatto deve esserci in giro qualcuno che lo fa. E credo che su questo non ci siano dubbi.
Francesco Sganga 2 anni fa su fb
Informazione utile. Tutti i consulenti assicurativi devono avere la certificazione CICERO per poter svolgere il lavoro ed offrire serie consulenze. Se la persona che vi propone consulenze o prodotti assicurativi non ha con sé la tessera CICERO vuol dire che non è abilitato.
Gianluca C Segreto 2 anni fa su fb
Tra poco non basterà solo quella, ci vorrà qualcosa in più, meglio così noto troppe volte troppe persone poco professionali...
Essio Celestini 2 anni fa su fb
Basta chiedere l’articolo 45 lsa (OBBLIGATORIO) alla prima consulenza e si capisce se é certificato finma, se ha un numero cicero, dove lavora e soprattutto che formazione/esperienza ha. Ci saranno i disonesti ma ci sono tantissimi professionisti quindi non bisogna sparare nel mucchio, basterebbe che la finma facesse i controlli che deve e saremmo noi onesti i primi a guadagnarci!
francox 2 anni fa su tio
Un broker impostore ma furbo chiederà lo stato di salute e un biglietto da visita non serve a niente.
Trasp 2 anni fa su tio
Se un broker non vi chiede un onorario per la consulenza, allora prenderà una commissione sul prodotto che acquistate. Il sistema delle commissioni cambie le carte in tavola, e cioé a quel punto il broker lavora per venderti il prodotto su cui LUI più ci guadagna.
Zico 2 anni fa su tio
@Trasp già e il broker che ti chiede un norario sulla consulenza poi ti storna le commissioni che ricevi? va che ti stanno ciulando 2 volte!!
Fran 2 anni fa su tio
È una categoria inutile. L'unico che ci guadagna sono LORO. Imbroglioni.
Orso 2 anni fa su tio
@Fran Ciao, dillo agli oltre miei 1000 clienti che il Broker non serve a nulla:) Forse non hai mai avuto a che fare con un broker bravo.
Zico 2 anni fa su tio
@Fran quelli che lavorano per le compagnie lo fanno AGGRATTIS?
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Ultimo aggiornamento: 2020-06-05 14:41:37 | 91.208.130.87