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08.11.2016 - 07:460

Sessione federale dei giovani: il Ticino è assente?

Si apre giovedì la Sessione dei giovani. A Palazzo federale, però, nessuno dei rappresentanti ticinesi eletti si rivolgerà ai 200 ragazzi provenienti da tutta la Svizzera

BERNA - Giovedì prende il via la venticinquesima Sessione dei giovani, dove 200 tra ragazze e ragazzi svizzeri prenderanno possesso del parlamento per assaporare e partecipare alla politica federale. Un’edizione resa speciale anche dall’anniversario dei 25 anni dal primo appuntamento nel 1991. Nella stanza dei bottoni vi saranno anche otto giovani ticinesi. Il fitto programma parlerà di droghe, armi, alimentazione, trasporti, radicalizzazione e via discorrendo. A supporto dei politici in erba vi saranno anche gli interventi di 22 parlamentari: 14 in tedesco, 6 in francese e solo 2 in italiano. Nessun ticinese però. Infatti la lingua di Dante è rappresentata solo grazie a due consiglieri nazionali che ben padroneggiano la lingua italiana, Carlo Sommaruga e Angelo Barrile, rispettivamente di Ginevra e Zurigo.

Tutti assenti - Abbiamo chiesto agli organizzatori, la Federazione Svizzera delle Associazioni  Giovanili, il motivo di questa assenza: «Tutti i parlamentari svizzeri sono stati contattati, - risponde Mathilde Hofer, responsabile del progetto - purtroppo finora, solamente due italofoni hanno risposto presente». Ecco quindi che, in quattro giorni, la nostra lingua sarà usata per meno di un’ora domenica mattina (Sommaruga parlerà di donazione d’organi, mentre Barrile di esportazione d’armi).

«Cerchiamo sempre di esserci» - «Ognuno di noi ha ricevuto l’invito singolarmente alcuni mesi fa», ci spiega Roberta Pantani, consigliera nazionale e vicepresidente della deputazione ticinese. «Probabilmente nessuno aveva la disponibilità per queste date». Le assenze ticinesi, però, non sono una costante, assicura Pantani: «In occasioni come questa, così come quando vi sono delle scuole in visita, cerchiamo sempre di fare in modo che qualcuno sia presente in rappresentanza della deputazione», spiega la politica leghista. «Ringraziamo i colleghi Sommaruga e Barrile, nei prossimi anni cercheremo di avere una rappresentanza».

Lodevole sforzo - La delegata federale al plurilinguismo, Nicoletta Mariolini, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno: «È già un buon elemento il fatto che vi siano due persone che parleranno in italiano. D’altro canto è importante che vi siano non italofoni che fanno comunque lo sforzo, garantendo così uno scambio tra comunità linguistiche».

I protagonisti - Quattro ragazze e quattro ragazzi prenderanno il treno per Berna. «Prima di fare delle proposte, vorrei vedere come vengono affrontati i temi da noi sollevati», ci dice Iana Cistova di Locarno. Le fa eco Camilla Naiaretti, di Ascona: «Non so ancora che proposta vorrei portare alla politica, ma spero che i nostri lavori potranno fungere da spunti di riflessione per i politici odierni». «Mi aspetto di poter approfondire tematiche importanti, confrontarmi con altri giovani interessati alla politica nonché di conoscere nuove persone». E sull'assenza dei ticinesi? «È un peccato. Il nostro cantone è già “discriminato” e far sentire la voce degli italofoni non è sempre evidente. Trovo molto triste il fatto che non vi sia neppure l'appoggio per i giovani ticinesi da parte dei deputati del nostro cantone». C'è poi Antea Nicora, di Losone, che ricorda l'edizione passata come «un'esperienza arricchente, in un contesto serio e rispettoso, ma al tempo stesso divertente e leggero». E lamenta come il Ticino sia «il cantone che meno si preoccupa della carriera politica dei giovani, non considerando che presto saranno proprio loro a decidere le sorti del futuro».

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