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LUGANOMicro-centrale elettrica a Parco Ciani

21.07.15 - 14:00
Il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico sta installando delle turbine per produrre elettricità grazie all'acqua che raffredda i supercomputer
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Micro-centrale elettrica a Parco Ciani
Il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico sta installando delle turbine per produrre elettricità grazie all'acqua che raffredda i supercomputer

LUGANO - Il Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) sta installando nella stazione di pompaggio presso il Parco Ciani delle turbine per produrre elettricità sfruttando l’energia generata dall’acqua reimmessa nel Ceresio in caduta libera, dopo l’avvenuto raffreddamento dei supercomputer.

L’acqua prelevata a una profondità di 45 metri con temperatura annua costante di circa 6 gradi viene trasportata dalla stazione di pompaggio nel Parco Ciani al CSCS lungo un percorso di 2,8 chilometri e un dislivello di 30 metri. Dopo l’utilizzo l’acqua viene nuovamente trasportata verso il Lago tramite una condotta in pressione e reimmessa a circa 12 metri di profondità. L’energia potenziale dell’acqua in caduta può essere sfruttata per la produzione di elettricità, come avverrà con la realizzazione di questa micro-centrale. L’energia prodotta verrà riutilizzata per il pompaggio dell’acqua verso il CSCS permettendo così la diminuzione del consumo energetico totale.

Le due turbine installate, con capacità rispettivamente di 150 e 100 litri al secondo, permetteranno una produzione massima di 60 kWh di energia elettrica. Inizialmente tale produzione si attesterà attorno ai 30 kWh; è tuttavia già prevista l’istallazione di una terza turbina nell’eventualità di un futuro aumento del fabbisogno di acqua per il raffreddamento dei supercalcolatori.

La direzione tecnica del progetto è stata affidata agli studi Amstein + Walthert AG di Zurigo e Luigi Tunesi Ingegneria SA di Lugano-Pregassona, le turbine sono state fornite dalla ditta Häny in collaborazione con la ditta Blue Water Power mentre i lavori relativi alle tubazioni ed armature idrauliche sono stati svolti dalla ditta Romag AG. Gli investimenti sono stati direttamente finanziati dal Politecnico Federale di Zurigo.

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