Keystone
SVIZZERA
01.06.2021 - 11:480

Più soldi dal canone per TV e radio private

Il Consiglio degli Stati ha esaminato questa mattina il pacchetto a favore dei media.

Per la Camera alta almeno l’8% dei proventi va destinato alle emittenti private.

BERNA - TV e radio private dovrebbero ricevere una parte più consistente del canone. È quanto ha deciso oggi il Consiglio degli Stati esaminando, a livello di divergenze, il pacchetto a favore dei media.

Seguendo la raccomandazione della sua commissione preparatoria, il plenum ha fissato ad almeno l’8% dei proventi generati dal canone radiotelevisivo le partecipazioni destinata alle emittenti televisive e radiofoniche private che ne hanno diritto. Il Consiglio nazionale si era espresso a favore di una forchetta oscillante tra il 6 e l'8%.

Altra divergenza con la Camera del popolo: i "senatori" hanno deciso di non limitare l'offerta online della SSR, seguendo il parere della Consigliera federale Simonetta Sommaruga, secondo cui simili "paletti" non vanno iscritti nella legge in esame, bensì nella concessione, testo che già include restrizioni per le attività online dell'emittente nazionale. Il Nazionale desidera circoscrivere tale offerta al fine di evitare un effetto di concorrenza con i privati.

Circa le istituzioni che possono ricevere un sostegno finanziario volto a consentire ai redattori che lavorano per mezzi di comunicazione elettronici di ricevere una formazione e una formazione continua in ambito giornalistico, i "senatori" hanno stabilito - a mo' di compromesso col Nazionale - che le prestazioni di sostegno debbano essere concesse agli operatori i cui diplomi e certificati sono riconosciuti dall'intero settore e corrispondono al livello terziario B (formazione professionale superiore, n.d.r.).

Il sostegno finanziario ai media online ha fatto parecchio discutere, con diversi rappresentanti "borghesi" come Ruedi Noser (ZH) o Benedickt Würth (Centro/SG) - che avrebbero preferito stralciare del tutto la possibilità di concedere simili aiuti. Al voto però una proposta in tal senso di Ruedi Noser è stata bocciata.

Una volta superato questo ostacolo, il plenum ha deciso di fissare al 70% - invece del 60% del Nazionale e dell'80% proposto dalla commissione - del fatturato generato dall'impresa mediatica i contributi per la promozione dei media online. In questo caso si è imposta una minoranza rappresentata in aula da Thierry Burkart (PLR/AG).

Per quanto riguarda la durata della promozione dei media on-line, la maggioranza si è detta favorevole a un periodo di dieci anni. Ciò vale anche per la riduzione concessa per il recapito mattutino di giornali e riviste. La maggioranza crede che soltanto una durata sufficientemente lunga consentirà di ottenere importanti risultati in merito all'utilità della promozione dei media.

In seguito il plenum ha anche approvato i crediti destinati alla sostegno e alla promozione dei media. Trenta milioni di franchi per i media online cui se ne aggiungono altri 120 milioni al finanziamento indiretto della stampa.

Il dossier ritorna al Nazionale per le divergenze.

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