verdi del ticino
BERNA
12.01.2021 - 15:150
Aggiornamento : 18:43

Verdi: «Una Svizzera "neutrale" per il clima entro il 2030»

L'obbiettivo? Un "bilancio climatico positivo" a partire dal 2040

I costi di investimento per la conversione? Circa 15 miliardi di franchi entro il 2030

BERNA - I Verdi puntano a una Svizzera «neutrale dal punto di vista climatico» entro il 2030 e con un «bilancio climatico positivo» a partire dal 2040. Per raggiungere questi obbiettivi propongono una riduzione del 50% delle emissioni interne di CO2, in particolare vietando nuovi veicoli e sistemi di riscaldamento con combustibili fossili dal 2025.

Il partito ha presentato oggi in una conferenza stampa online il suo nuovo piano a favore del clima. Secondo il documento, a partire dal 2040 la Svizzera dovrebbe fornire un contributo netto alla riduzione delle emissioni nocive. Per essere "positivi dal punto di vista climatico" dal 2040 in poi, le emissioni di CO2 devono essere azzerate entro il 2030, poi si dovrebbe iniziare con la rimozione di CO2 dall'atmosfera.

Ridurre le emissioni - Ci sono due metodi per rimuovere il CO2: uno naturale e uno tecnico. La soluzione naturale prevede il rimboschimento e la manutenzione delle foreste e delle campagne. Il metodo tecnico consiste invece nel separare il CO2 e immagazzinarlo, naturalmente in modo sicuro e senza pericoli per l'ambiente.

Prima però è necessario ridurre le emissioni nocive con una maggiore efficienza energetica e puntando sulle energie rinnovabili. Il documento di lavoro dei Verdi prevede l'installazione di impianti solari su edifici nuovi ed esistenti. Altri strumenti già noti sono la rapida ristrutturazione energetica degli edifici, l'introduzione della tassa di mobilità o l'aumento del prezzo della vignetta autostradale.

Necessari cambiamenti sociali ed economici - Il Piano climatico 2050 del Consiglio federale comporta un ritardo di circa 15 anni rispetto alla proposta dei Verdi, ha dichiarato il consigliere nazionale zurighese Bastien Girod. La pecca della proposta governativa è che non prevede un cambiamento della società e dell'economia, che riveste invece un'importanza vitale per il partito. Il piano può avere successo solo se il consumo e la piazza finanziaria diventeranno più sostenibili e più responsabili. La base di questa trasformazione sociale deve essere "frugalità e qualità della vita", scrive il partito nel documento.

I costi di investimento per la conversione, circa 15 miliardi di franchi entro il 2030, sono elevati, ma risultano ancora «a buon mercato» se paragonati alla spese per affrontare la crisi di Covid o per l'esercito, sottolineano i Verdi.

L'azione volontaria non basta - Il presidente del partito, Balthasar Glättli, ha criticato il comitato economico, che proprio oggi ha consegnato alla Cancelleria federale le oltre 110'000 mila firme raccolte per il referendum contro la legge sul CO2. La legge è un primo passo nella giusta direzione, ma ci vuole molto di più, ha detto. Purtroppo gli avversari si affidano ancora alla «favola dell'azione volontaria» che permetterebbe di contrastare meglio le conseguenze del cambiamento climatico.

Il piano presentato oggi dai Verdi e intitolato "Per un bilancio climatico positivo in Svizzera" contiene obiettivi più ambiziosi nei settori dei trasporti, degli edifici e della piazza finanziaria rispetto alla prima versione pubblicata in estate. A partire dal 2025, ad esempio, non dovrebbero più essere autorizzati veicoli e nuovi sistemi di riscaldamento a combustibile fossile. Inoltre la piazza finanziaria dovrà adeguare le attività agli obiettivi dell'Accordo sul clima di Parigi.

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