Keystone (archivio)
SVIZZERA
01.07.2020 - 11:530

Due oggetti in votazione il 29 novembre

Gli svizzeri dovranno esprimersi su due iniziative popolari.

La prima del 2016 denominata «Per imprese responsabili», la seconda del 2018 chiamata «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico».

BERNA - Il Consiglio Federale ha deciso oggi di sottoporre due oggetti al giudizio del popolo. Il 29 novembre i cittadini svizzeri saranno infatti chiamati alle urne per esprimersi su due iniziative popolari: «Per imprese responsabili – a tutela dell’essere umano e dell’ambiente» e «Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico». 

Imprese responsabili - La prima iniziativa popolare, depositata il 10 ottobre del 2016, chiede che le imprese che hanno la loro sede statutaria, l'amministrazione centrale o il centro d'attività principale in Svizzera debbano rispettare, sia nella Confederazione che all'estero, i diritti umani riconosciuti e le norme ambientali internazionali. Secondo l'articolo costituzionale proposto, le imprese potranno inoltre «essere chiamate a rispondere non soltanto dei propri atti, ma anche di quelli delle imprese che controllano economicamente senza parteciparvi sul piano operativo».

«Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico» - La seconda iniziativa popolare in votazione, depositata il 21 giugno 2018, vuole vietare alla BNS e alle Casse pensione di investire nelle imprese che realizzano oltre il 5 per cento del loro giro d'affari annuo con la fabbricazione di materiale bellico. Inoltre, secondo gli iniziativisti - Giovani Verdi, PS e una quarantina di organizzazioni - la Confederazione dovrebbe esigere determinate condizioni da banche e assicurazioni. Tra i finanziamenti vietati figurano, per esempio, la concessione di crediti, mutui e donazioni oppure la partecipazione e l'acquisto di titoli e quote di prodotti finanziari quali investimenti collettivi di capitale o prodotti strutturati.

Il Consiglio federale ha inoltre adottato la circolare destinata ai Governi cantonali concernente la consultazione popolare del 27 settembre. Considerata la situazione epidemiologica, attualmente non è necessario che la Confederazione adotti provvedimenti specifici volti a garantire il regolare svolgimento della votazione. «Qualora la situazione dovesse peggiorare sensibilmente - precisa il Consiglio federale in una nota - potrebbe tuttavia rivelarsi necessario adottare ulteriori misure concernenti ad esempio le operazioni di voto o di spoglio». 

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