Il franco forte? «Un mito da sfatare, in realtà è più debole»

Secondo l'esperto d'economia Urs Gasche in termini reali la moneta di Guglielmo Tell varrebbe meno di prima.
ZURIGO - Il franco forte rischia di distruggere l'industria d'esportazione, come dice il CEO di Swatch Nick Hayek? Secondo l'esperto d'economia Urs Gasche i dati raccontano una storia diversa: dal 2015 a oggi, al netto dell'inflazione, il franco si è indebolito sia verso il dollaro sia nei confronti dell'euro. L'asserita forza della valuta elvetica sarebbe solo nominale, mentre in termini reali - ciò che conta per la competitività - la moneta di Guglielmo Tell varrebbe meno di prima.
Percezione fuorviante - La percezione comune di un franco svizzero sempre più potente è fuorviante, argomenta il saggista in un contributo pubblicato oggi dal portale Infosperber. Come per i salari nominali e reali, anche per i tassi di cambio bisognerebbe infatti distinguere tra valore nominale e potere d'acquisto. Dal 2015 al 2025 il franco si è nominalmente rivalutato del 20% rispetto al dollaro. Ma nello stesso periodo i prezzi negli Stati Uniti sono saliti del 35%, contro solo l’8% in Svizzera. Risultato: in termini reali - cioè aggiustato in base al rincaro - il franco si è addirittura leggermente deprezzato.
Differenza di inflazione - La differenza di inflazione incide sulla competitività esattamente come una variazione del tasso di cambio. Con prezzi Usa in aumento del 35%, l'industria elvetica può permettersi di alzare i prezzi in dollari o mantenere i listini invariati, guadagnando quote di mercato. La rivalutazione nominale del 20% ha solo parzialmente eroso il vantaggio derivante dalla minore inflazione domestica. Alla fine del 2025, il margine di vantaggio per gli esportatori elvetici era ancora consistente, sostiene Gasche.
La rilevanza dell'Ue - Per l'economia svizzera l’Ue è ancora più rilevante degli Stati Uniti (oltre il 50% delle esportazioni). Tra il 2015 e il 2025 l'inflazione nell'Unione europea è stata del 32%, in Germania del 27%. Da parte sua il franco si è rivalutato nominalmente del 14% contro l'euro. Scontando l'inflazione, il franco reale si è indebolito rispetto alla Germania (vantaggio per la Svizzera di circa 5 punti percentuali) e ancora di più rispetto all'intera Ue (vantaggio di 10 punti).
Malgrado le ricorrenti lamentele - insiste Gasche - l'export svizzero reale è aumentato del 30% tra il 2015 e il 2025, quasi il doppio del prodotto interno (Pil) reale (+16%). Il turismo in entrata ha beneficiato del franco reale più debole: le presenze di ospiti stranieri sono salite del 6% nello stesso decennio. Secondo lo specialista con trascorsi professionali presso Kassensturz, la nota trasmissione per i consumatori della televisione svizzero-tedesca SRF, i dati smentiscono quindi la tesi di un danno sistemico provocato dall'andamento del cambio.
Interrogato sul tema, Hayek ha dichiarato a Infosperber che gli esportatori non possono adeguare automaticamente all'inflazione i loro prezzi negli Stati Uniti. La visione dei tassi di cambio al netto del rincaro è «solo un confronto teorico per le statistiche delle banche centrali». In ogni caso, «un franco troppo forte ha un effetto sull'economia nazionale molto più grande di quanto molti pensino», aggiunge l'imprenditore. La moneta elvetica ha gravato sui conti di Swatch del 2025 per 308 milioni di franchi: in gennaio e febbraio si sono aggiunti altri 120 milioni.
Moneta stabile - Contattata dal portale, la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) però conferma: «Per la competitività non è determinante il tasso di cambio nominale, ma quello reale». Al netto dei prezzi e ponderato in base al commercio, il franco si è mantenuto «relativamente stabile» dalla metà del 2025, sostengono gli specialisti della Confederazione.



