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SVIZZERA

Chiesta la detenzione preventiva per il 31enne turco-svizzero

L'inchiesta penale si concentra sul movente e sulle possibili carenze nello scambio di informazioni tra strutture sanitarie e autorità giudiziarie.
20min
Fonte ats
Chiesta la detenzione preventiva per il 31enne turco-svizzero
L'inchiesta penale si concentra sul movente e sulle possibili carenze nello scambio di informazioni tra strutture sanitarie e autorità giudiziarie.

WINTERTHUR - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha chiesto oggi la detenzione preventiva per il 31enne turco-svizzero presunto autore dell'aggressione con un'arma da taglio avvenuta ieri a Winterthur (ZH) nella quale tre persone sono rimaste ferite, di cui una gravemente.

La decisione sulla detenzione preventiva è ancora pendente al tribunale delle misure coercitive, ha indicato oggi a Keystone-ATS il MPC. L'inchiesta penale è stata aperta per sospetto tentato assassinio plurimo e partecipazione o sostegno a un'organizzazione terroristica. Al centro delle indagini vi è ora il movente del reato.

«Ciò include anche un'analisi approfondita del passato del presunto autore», indica il Ministero pubblico della Confederazione. Al momento prevale l'ipotesi di un attacco di matrice terroristica. Fino a quando non sarà emessa una sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.

Il MPC prende molto sul serio l'accaduto. «Esso evidenzia che il fenomeno del terrorismo di matrice jihadista è ancora molto presente in Svizzera», ha comunicato una portavoce. Per il MPC, la lotta contro questo fenomeno rappresenta da diversi anni una priorità strategica. Oggi pomeriggio il Ministero pubblico della Confederazione ha assunto le indagini dalla Procura di Zurigo.

Reagendo alle critiche espresse nei confronti della decisione della clinica Integrierte Psychiatrie Winterthur (IPW) di rilasciare l'uomo che ha poi compiuto l'aggressione, il vicecapo dell'Ufficio per l'esecuzione giudiziaria zurighese Jérôme Endrass, psicologo e medico legale, ha sottolineato che i medici dispongono di informazioni relativamente scarse sui pazienti. «Naturalmente, a posteriori, la valutazione si è rivelata errata», ha dichiarato a Radio SRF. «Ma uno psichiatra non dispone delle stesse informazioni di un medico legale».

Di norma, infatti, dispongono di una documentazione relativamente scarsa sui pazienti, in particolare non hanno accesso ai fascicoli penali e al casellario giudiziale. Se questo sia ancora adeguato ai tempi o se lo scambio di informazioni debba migliorare è una questione di natura politica, ha sottolineato.

La clinica IPW ha annunciato l'avvio di un'indagine amministrativa esterna. Il presunto autore del reato era stato valutato in clinica come «non pericoloso per sé stesso né per gli altri». Il Consigliere di Stato responsabile del Dipartimento cantonale della sicurezza, Mario Fehr (indipendente, ex PS), ha definito la cosa un «evidente errore di valutazione».

Il 31enne, appartenente agli ambienti islamisti di Winterthur e denunciato nel 2015 per violazione del divieto relativo allo Stato islamico (ISIS) e attività di propaganda, si era presentato spontaneamente alla polizia municipale lunedì in stato confusionale ed era stato trasferito nella clinica psichiatrica con provvedimento di ricovero a scopo di assistenza. Mercoledì l'uomo aveva potuto lasciare l'istituto. Il giorno seguente, il presunto autore del reato ha accoltellato tre passanti - cittadini svizzeri di 28, 43 e 52 anni - alla stazione di Winterthur. Uno di loro ha riportato lesioni gravi e gli altri due di media gravità.

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