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SVIZZERA

«BNS abbasserà il tasso guida all'1%, ma non subito»

La previsione è quella degli analisti UBS.
«BNS abbasserà il tasso guida all'1%, ma non subito»
imago
Fonte ats
«BNS abbasserà il tasso guida all'1%, ma non subito»
La previsione è quella degli analisti UBS.
ZURIGO - Fra dieci giorni la Banca nazionale svizzera (BNS) lascerà il tasso guida invariato all'1,50%: lo affermano gli analisti di UBS, che correggono quindi la loro precedente previsione, ma rimangono convinti che - più in là nel tempo - il cos...

ZURIGO - Fra dieci giorni la Banca nazionale svizzera (BNS) lascerà il tasso guida invariato all'1,50%: lo affermano gli analisti di UBS, che correggono quindi la loro precedente previsione, ma rimangono convinti che - più in là nel tempo - il costo del denaro scenderà all'1,00%.

A dieci giorni dal prossimo esame trimestrale della situazione economica e monetaria della BNS, che avverrà il 20 giugno, vi è una grande incertezza, si legge in un rapporto degli economisti di UBS. L'opinione maggioritaria è che l'istituto guidato dall'uscente Thomas Jordan mantenga il tasso guida all'1,50%, ma molti scommettono su un abbassamento all'1,25%.

Gli esperti di UBS erano pure convinti di uno scenario che prevedeva un taglio all'1,25% in giugno e all'1,00% in settembre. Questo considerando la politica monetaria elvetica ancora lievemente restrittiva, cosa ritenuta non più giustificata, visto che l'inflazione è tornata all'interno della fascia obiettivo, compresa fra 0% e 2% (rincaro in maggio: 1,4%, stabile rispetto ad aprile). Inoltre l'aspettativa era di veder effettuate sforbiciate anche da parte degli altri istituti, Banca centrale europea (Bce) e Federal Reserve in primis.

Questo secondo argomento ha perso però nel frattempo di credibilità: la Bce ha sì tagliato i tassi il 6 giugno, ma si è espressa in modo vago sul futuro, mentre la Fed è ancora lontana dal cominciare il ciclo di riduzione. Gli economisti di UBS si aspettano quindi ora ritmi più lenti anche da parte della BNS: il tasso guida dovrebbe scendere all'1,25% solo in settembre, per poi arrivare all'1,00% all'inizio del 2025.

In questo contesto gli specialisti della banca capitanata da Sergio Ermotti continuano a pronosticare un indebolimento del dollaro nei confronti del franco, non appena la Fed inizierà a ridurre i tassi di interesse. Per quanto riguarda l'euro, vista l'attesa di una moderata accelerazione della crescita economica nell'Eurozona verso la fine dell'anno, il tasso di cambio con il franco dovrebbe rimanere relativamente stabile su un orizzonte di dodici mesi, in un intervallo compreso tra 0,95 e 1,00.

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