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Economia svizzera: scende la fiducia degli analisti

È l'indicazione che emerge dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland
Economia svizzera: scende la fiducia degli analisti
Depositphotos (felker)
Fonte Ats
Economia svizzera: scende la fiducia degli analisti
È l'indicazione che emerge dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland
BERNA - La fiducia degli analisti finanziari riguardo al futuro dell'economia svizzera scende ulteriormente: è l'indicazione che emerge dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un son...

BERNA - La fiducia degli analisti finanziari riguardo al futuro dell'economia svizzera scende ulteriormente: è l'indicazione che emerge dall'indice sulle prospettive economiche calcolato da UBS e da CFA Society Switzerland sulla base di un sondaggio fra gli esperti.

L'indicatore principale si è attestato in ottobre a -37,8 punti, emerge dalle informazioni diffuse oggi. Rispetto al mese prima il dato è peggiorato ancora (-10,2 punti): sono quindi molto più numerosi gli specialisti che si aspettano un raffreddamento della congiuntura, rispetto a quelli che puntano sull'evoluzione opposta. Si tratta inoltre del 20esimo mese consecutivo in negativo e il valore resta ben al di sotto della media di lungo periodo.

Andando nei dettagli, il 45,9% degli interrogati in ottobre pronostica un peggioramento della situazione congiunturale nei prossimi sei mesi, l'8,1% un miglioramento, mentre il 45,9% è convinto che non vi saranno cambiamenti (valori arrotondati che determinano poi l'indice complessivo: 8,1 meno 45,9 = -37,8). Rispetto a settembre sono aumentati i pessimisti (+5,5 punti), mentre sono diminuiti sia gli ottimisti (-4,7 punti) sia coloro che puntano sullo status quo (+0,9 punti).

La sfiducia per il futuro elvetico si accompagna a un'analisi ancora altrettanto fosca riguardante l'Eurozona (-37,8) e gli Stati Uniti (-54,1). Per la Cina le prospettive appaiono ancora negative (-2,7), ma c'è stato un rimbalzo dopo settembre (-20,4) e soprattutto dopo agosto (l'indice era a -43,2: mai il valore era stato così basso).

Sostanzialmente invariato, nel confronto mensile, è il giudizio sulla situazione congiunturale elvetica attuale, con un indice che rimane positivo a 10,8 punti, in progressione di 0,4 punti.

Particolarmente importanti sono i segnali per quanto riguarda il rincaro: l'inflazione in Svizzera è vista in aumento dal 16,2% del campione, mentre il 37,8% si aspetta un calo e il 45,9% stabilità. I tassi d'interesse sono attesi stabili nel corto termine (62,2%) e anche sul lungo periodo il 43,2% non ipotizza alcun cambiamento: consistente è comunque la quota di chi vede un rialzo (32,4%) e non pochi (24,3) mettono in conto una contrazione.

Il 38,9% degli interrogati (-5,3 punti rispetto a settembre) prevede inoltre un incremento dell'indice di borsa elvetico SMI nei prossimi sei mesi, il 43,2% punta su valori stabili e il 24,3% su una flessione. Sul fronte valutario, il 44,4% si aspetta un rafforzamento del franco rispetto all'euro, l'11,1% un indebolimento e il 44,4% ritiene che non vi saranno cambiamenti nel corso. Riguardo alla disoccupazione il 51,4% vede una crescita dei senza lavoro, il 42,9% una stagnazione e il 5,7% un calo.

Al sondaggio, effettuato fra il 12 e il 19 ottobre, hanno partecipato 37 analisti della comunità finanziaria elvetica. L'inchiesta in questione viene realizzata dal gennaio 2017: fino all'agosto 2023 partner di CFA era Credit Suisse, ora è UBS, banca che ha rilevato il concorrente.

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