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06.08.2014 - 12:140
Aggiornamento : 25.11.2014 - 00:01

Selfie hot di una segretaria di palazzo federale

Una dipendente federale ha pubblicato su Twitter autoscatti di nudo fatti nel suo ufficio a Palazzo federale. L'ironia di Freysinger (UDC): "Nuova forma di trasparenza dell'amministrazione federale"

BERNA - Ha fatto il giro del web la notizia della segretaria che ha pubblicato su twitter autoscatti fotografici di nudo fatti nel suo ufficio a Palazzo federale.

La donna, la cui identità non è stata resa nota, ha 11.000 "follower" e - come ha dichiarato alla Neue Zürcher Zeitung (NZZ) - è consapevole che le fotografie pubblicate possano essere viste anche da persone a lei legate professionalmente. Eppure l'Ufficio federale del personale (UFPER) raccomanda ai suoi dipendenti di "pubblicare su internet soltanto immagini o testi che potrebbero essere mostrati ai colleghi di lavoro, collaboratori o superiori" proprio per evitare che vi siano conflitti d'interesse tra la sfera privata e quella pubblica. 

Nelle foto di nudo postate dalla donna sono riconoscibili mobili e oggetti dell'ufficio federale in cui lavora. Difficile ora capire quali saranno le conseguenze per la segretaria sexy. L'ufficio federale del personale (UFPER) non ha voluto infatti esprimersi in merito, anche perché ogni unità amministrativa dispone di propri regolamenti in merito all'uso dei social media. In tutti i casi l'UFPER dispone di un codice di comportamento dell'amministrazione federale in cui si indica che i dipendenti federali dovrebbero essere sempre attenti, anche nella vita privata, a non ledere la buona reputazione e l'immagine della Confederazione. I selfie scattati senza veli e poi pubblicati su Twitter potrebbero rovinare la reputazione di Palazzo federale?

Thomas Geiser, esperto di diritto del lavoro all'Università di San Gallo, ha spiegato a 20min.ch che un ambasciatore o un portavoce istituzionale non può permettersi di pubblicare questo tipo di fotografie, mentre per una segretaria potrebbe essere più probabile un'ammonizione che un licenziamento. Il rischio viene classificato a seconda della funzione del dipendente.

Per Andrea Caroni (PLR/AR) la cosa non va bene: "come datore di lavoro l'ammonirei e vieterei queste pratiche: esistono luoghi più neutrali per farsi autoscatti nudi". Per Lukas Reimann (UDC/AG) se una segretaria ha così poco da fare il suo posto di lavoro va tagliata.

Sulla stessa lunghezza d'onda anche la collega di partito Natalie Rickli (ZH): il contribuente si aspetta che i dipendenti dello stato lavorino, non che diffondano immagini. Caustico è un altro democentrista, Oskar Freysinger (VS): "probabilmente è una nuova forma di trasparenza nell'amministrazione: non si vedono più i vestiti e presto non si vedrà più nemmeno il lavoro".

I commenti dei lettori sui portali online si concentrano per lo più sulla presunta scarsa mole di lavoro cui deve essere confrontato un dipendente per agire in tal modo. C'è chi però si chiede anche se il tema non potrebbe essere al centro di uno studio che affronti il tema dal lato della parità uomo-donna, sulla scia di quelli che tanto vanno di moda oggi.

red / ats

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