Caso Broulis, il Tribunale cantonale ribalta la situazione

La Corte ha smentito l'ex consigliere di Stato nella vicenda che lo vede contrapposto a Tamedia per alcuni articoli pubblicati nel 2018 e 2019
LOSANNA - Ribaltamento della situazione nella vicenda che vede opposti Pascal Broulis a Tamedia per alcuni articoli controversi pubblicati tra il 2018 e il 2019 sul Tages-Anzeiger. Il Tribunale cantonale vodese ha smentito l'ex consigliere di Stato dando ragione a TX Group SA e al suo giornalista.
«Il tribunale conclude che tutti gli articoli contestati del Tages-Anzeiger erano fondati sui fatti, rientravano in un lavoro giornalistico ammissibile e non costituivano alcuna lesione illecita della personalità» di Broulis, ha indicato oggi il gruppo editoriale all'agenzia Keystone-ATS, allegando copia della sentenza di seconda istanza, datata 30 aprile scorso e lunga 124 pagine.
Interpellato dall'agenzia, l'avvocato di Broulis Alexandre Curchod, ha già fin d'ora annunciato che il suo cliente presenterà ricorso al Tribunale federale (TF).
In prima istanza, nel febbraio 2025, l'attuale consigliere agli Stati (PLR/VD) aveva ottenuto ragione. Su nove articoli incriminati, cinque erano stati censurati dal Tribunale distrettuale di Losanna per aver leso la personalità di Broulis.
Pubblicati tra febbraio e novembre 2018, gli articoli suggerivano che Pascal Broulis avesse ottenuto privilegi per la scolarizzazione del figlio o che avesse mostrato favoritismi in materia fiscale a un parente stretto e alla collega di partito e oggi consigliera di Stato vodese Isabelle Moret.
Oltre alla censura dei cinque articoli, il giornalista - che attualmente non lavora più per Tamedia - era stato condannato anche per le dichiarazioni rilasciate nella trasmissione "Infrarouge" della RTS nel settembre 2018, anch'esse considerate lesive della personalità del politico vodese.
Il Tribunale cantonale vodese è dunque di tutt'altro avviso. Ritiene che i temi affrontati negli articoli contestati presentino «un rilevante interesse pubblico». Secondo i giudici, i personaggi politici devono, nell'ambito delle loro funzioni pubbliche, mostrare una maggiore tolleranza nei confronti della critica mediatica rispetto alle persone private. Più concretamente, la copertura del Tages-Anzeiger si iscriveva quindi nei limiti della libertà di stampa, secondo i giudici cantonali.
«È un segnale importante per il giornalismo investigativo. Questa sentenza rafforza la libertà di stampa su punti essenziali. Conferma che un giornalismo critico e incisivo nei confronti dei personaggi pubblici deve poter continuare a esistere, anche quando disturba o suscita dibattiti politici», ha reagito l'avvocato di TX Group SA e del giornalista, Kevin Guillet.



