Keystone (archivio)
Alle casse di self-checkout spesso avvengono furti.
BERNA
15.01.2020 - 06:000
Aggiornamento : 07:59

La giovane taccheggiatrice che per sette mesi ha raggirato Migros

Una 16enne si è appropriata di un bottino di 285 franchi non pagando per 22 volte la spesa presso le casse self-checkout. Ora non potrà più accedere a nessun negozio della cooperativa per 5 anni

BERNA - 22 furti in sette mesi. Rubare in una filiale Migros di Berna era diventata una (brutta) abitudine per una ragazza di soli 16 anni. Il modus operandi della giovane apprendista era sempre lo stesso: arrivava nel negozio durante la pausa di mezzogiorno, sceglieva il cibo che avrebbe consumato per pranzo e infine si recava alle casse self-checkout per il pagamento. Ed è qui che avveniva il raggiro. Perché la ragazza, dopo aver registrato i propri acquisti, ne ristornava una buona parte. Questo reiterato giochetto le ha fruttato un bottino di 285 franchi. Ma pure una convocazione da parte della polizia cantonale.

La giovane taccheggiatrice, messa alle strette durante l'interrogatorio avvenuto nello scorso mese di novembre, ha ammesso immediatamente le proprie colpe. Ha confessato i 22 furti, cinque dei quali erano stati immortalati dalle telecamere di sorveglianza. Ed è proprio questo particolare che ha fatto sorgere delle domande. Perché Migros, pur avendo in mano prove schiaccianti contro la giovane, non ha denunciato subito la vicenda? Perché ha lasciato che la giovane ladra colpisse altre volte? Per Sara Stadler, che si occupa della protezione dei consumatori, tutto questo è molto strano. «Una volta che il rivenditore ha ottenuto le prove, avrebbe dovuto subito avvertire la cliente. Sembra quasi - confida a 20 Minuten - che abbiano voluto spiare la giovane». Giovane che nel frattempo ha pagato con gli interessi quei pranzi rubati visto che - in attesa della decisione definitiva della procura dei minorenni - ha già dovuto pagare una multa di 500 franchi ed è stata bandita da tutti i negozi della cooperativa per cinque anni.

La Migros, che ha preferito non commentare questa vicenda, sta comunque investendo molto per combattere i furbetti che non pagano al self-checkout. Nel canton Zurigo, infatti, ha testato alcune telecamere intelligenti che identificherebbero i ladri sulla base di caratteristiche quali il colore dei capelli, la statura e l'abbigliamento. I dati raccolti in seguito verrano girati alla polizia.

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