Crans-Montana: i consultori di aiuto alle vittime gestiscono 700 dossier

«Già dal 2 gennaio le vittime ci hanno contattato per ricevere sostegno ed essere informate sui loro diritti», spiega Sonia Golay, responsabile cantonale dei consultori.
SION - Quattro mesi dopo l'incendio di Capodanno al bar Le Constellation di Crans-Montana i Consultori dell'aiuto alle vittime di reati gestiscono poco meno di 700 dossier, 400 dei quali nel solo Vallese, dove sono stati versati fondi per 400'000 franchi.
«Nel corso dell'intero 2026, per i servizi offerti dai consultori (...) vallesani dovremmo raggiungere il milione di franchi», ha indicato il capo dell'Ufficio cantonale di coordinamento delle prestazioni, Roland Favre, a Keystone-ATS, che ha voluto fare il punto sull'applicazione della LAV.
«Già dal 2 gennaio le vittime (anche dall'estero) ci hanno contattato per ricevere sostegno ed essere informate sui loro diritti in materia di assistenza legale, finanziaria e psicologica», ricorda dal canto suo Sonia Golay, responsabile cantonale dei consultori.
Già operanti al limite delle loro capacità, i consultori hanno potuto beneficiare, fin dal mese di gennaio, di risorse supplementari concesse dal Consiglio di Stato vallesano: l'organico è passato da dieci a 15,4 posti equivalenti a tempo pieno.
Complessivamente, i dossier relativi alla tragedia di Crans-Montana rappresentano circa un terzo di quelli attualmente aperti dall'inizio dell'anno dai consultori vallesani (1'112).
Aiuti urgenti versati già a inizio gennaio
I primi versamenti di aiuti immediati alle vittime sono stati effettuati già a partire dal 9 gennaio, poiché per una parte di essi si trattava di un'urgenza. La LAV prevede che tali aiuti immediati vengano erogati indipendentemente dalla capacità finanziaria dei beneficiari.
Il principio di sussidiarietà che regola l'attività dei consultori è stato sospeso per rispondere il più rapidamente possibile alle esigenze delle vittime. «Normalmente, dobbiamo attendere una risposta da parte di terzi, ad esempio da un'assicurazione, per sapere quale parte debba essere coperta dalla persona stessa e quale sia a carico dei consultori», spiega Favre.
Il regime di aiuto immediato è terminato alla fine di marzo. Da allora è stato sostituito da un sostegno a più lungo termine, tranne che per le vittime ancora ricoverate in ospedale: la LAV continua quindi a farsi carico delle spese mediche e giudiziarie, nonché dei costi relativi al trasporto e all'alloggio di questi ustionati e dei loro familiari.



