Parla Mister Zweifel: «Ecco perché i sacchetti delle chips sono pieni solo a metà»

Il CEO racconta strategie, valori aziendali e innovazioni per il futuro delle patatine svizzere.
Il CEO racconta strategie, valori aziendali e innovazioni per il futuro delle patatine svizzere.
ZURIGO - «Faremo tutto il possibile perché le patatine all'Aromat saranno sugli scaffali». È uno dei passaggi chiave dell’intervista rilasciata da Christoph Zweifel, CEO dello storico produttore svizzero di patatine, che ha risposto alle domande dei lettori del portale 20 Minuten affrontando diversi temi che spaziano dalla crescita aziendale all’innovazione, fino all'aspetto poco salutista delle sue patatine.
A guidare l’azienda di famiglia, giunta alla quarta generazione, Zweifel indica due valori per il futuro: «La gioia di sviluppare qualcosa e il coraggio di provare cose nuove». Un approccio che si riflette anche nel suo stile di leadership, che definisce «alla pari, autentico e accessibile», con una presenza costante anche sul campo, tra produzione e punti vendita.
Fatturato record, ma bocche cucite sull'utile
La crescita resta uno dei pilastri del gruppo: dopo aver registrato nel 2025 un fatturato di 315,5 milioni di franchi, decimo record consecutivo, Zweifel attribuisce il risultato «al miglior team» e alla capacità di «non adagiarsi sui successi». L’azienda punta a uno sviluppo «sano e sostenibile» e sta investendo in un nuovo stabilimento da 40 milioni di franchi a Spreitenbach, operativo dal 2027. Bocche cucite invece sull'utile dell'azienda. A chi glielo chiede, risponde: «Non comunichiamo questo dato. È uno dei vantaggi di essere un’azienda familiare». D'altronde la comunicazione è un fattore molto importante per Mister Zweifel. Ci sono cose che non dice per non perdere clienti? chiede un lettore. «Sono autentico, ma evito dichiarazioni che potrebbero danneggiare l’azienda».
Guardando all’espansione internazionale, il CEO frena sulle ambizioni extraeuropee: «Il prodotto è molto voluminoso. Spedirlo lontano non è economicamente sostenibile». La crescita si concentrerà quindi soprattutto in Europa, dove il marchio è già ben distribuito. «In Germania siamo molto presenti, ad esempio con Edeka o Rewe».
Chips all'Aromat
Tra i temi più discussi, la possibile reintroduzione delle chips all'Aromat. «Siamo in contatto e in discussione, ma non posso dire di più», afferma, stimando al «51%» la probabilità di un ritorno. L’azienda, tuttavia, non ha il controllo sul marchio Aromat: «Spero che resti disponibile. Faremo tutto il possibile».
Non mancano le questioni legate alla salute. Zweifel difende i prodotti, ricordando che «le chips sono un alimento da consumo occasionale» e che il contenuto di sale «è già basso». Parallelamente, l’azienda ha sviluppato alternative con minore contenuto di grassi e ampliato l’offerta con snack diversi. Mister Zweifel garantisce che le patate usate sono al 90% svizzere, «importiamo solo in caso di necessità», e dice di mangiarne parecchie al giorno: «Più della media. Anche ogni giorno».
Sacchetti pieni solo a metà
Infine, Zweifel ribadisce il valore della concorrenza: «Il mercato ha bisogno di molti operatori. Una concorrenza sana aiuta tutti». E conclude con una riflessione personale sul suo ruolo: «Spero di fare il miglior lavoro possibile per l’azienda – non perché porto il nome, ma perché è giusto così».
Infine una curiosità. Perché i sacchetti sono pieni a metà? chiede un lettore. La risposta del CEO: «L’aria serve a proteggere le chips, altrimenti arriverebbero rotte».





