Gli svizzeri nella resistenza italiana e francese sono da riabilitare

Verso la riabilitazione postuma dei volontari svizzeri nella resistenza: la CAG-S raccomanda l’abrogazione delle vecchie condanne.
BERNA - La Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati (CAG-S), seguendo il Consiglio nazionale, con dieci voti contro uno e un'astensione, raccomanda al plenum di entrare in materia sulla legge federale sulla riabilitazione dei volontari nella resistenza italiana e in quella francese durante la Seconda Guerra mondiale.
La norma considera la riabilitazione una forma di riconoscimento del contributo fornito da queste persone alla lotta per la libertà e la democrazia, scrive la segreteria delle commissioni degli affari giuridici in un comunicato odierno.
È stata elaborata dalla CAG del Nazionale a seguito di un'iniziativa parlamentare depositata dalla deputata con doppia cittadinanza svizzera e italiana Stefania Prezioso Batou (Verdi/GE).
All'epoca, e ciò vale anche oggi, ogni cittadino svizzero che si arruolava in un esercito straniero commetteva un reato punibile dal codice penale militare. Gli svizzeri che hanno combattuto in Francia e Italia nelle formazioni partigiane furono condannati su questa base (simile destino toccò anche ai volontari partiti nel 1936 per combattere in Spagna dopo il colpo di Stato di Francisco Franco poi riabilitati dal parlamento nel 2009).
Le azioni di quei volontari sono legittime poiché guidate da una giusta causa, aveva spiegato in aula nella sessione primaverile il consigliere nazionale Simone Gianini (PLR/TI) a nome della CAG. Anche se si tratta di persone ormai decedute, è importante onorarne l'impegno, anche se postumo. "Non si tratta di criticare l'operato delle autorità di allora, bensì di annullare attraverso la riabilitazione le condanne e le sanzioni che nell'ottica contemporanea sono state pronunciate ingiustamente", aveva detto.
La legge prevede che le sanzioni pronunciate contro gli svizzeri che hanno combattuto nella resistenza vengano abrogate. Alla stregua di quanto prevede la legge federale sulla riabilitazione dei volontari della guerra civile spagnola, non sarà possibile chiedere riabilitazioni individuali mediante domanda, né saranno versate indennità finanziarie.



