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SVIZZERA

Pane nero di segale, miele di montagna e formaggio dell'alpe: la Svizzera punta all'Unesco

Depositata ufficialmente oggi la candidatura per il patrimonio alimentare alpino.
Foto Deposit
Fonte ats
Pane nero di segale, miele di montagna e formaggio dell'alpe: la Svizzera punta all'Unesco
Depositata ufficialmente oggi la candidatura per il patrimonio alimentare alpino.

BERNA - Pane nero di segale, miele di montagna, formaggio dell'alpe: sono prodotti frutto di traduzioni montane elvetiche da preservare. La Svizzera ha compiuto oggi un passo storico in questa direzione, depositando ufficialmente presso l'UNESCO la candidatura multinazionale "Patrimonio alimentare alpino: programmi culturali di salvaguardia promossi dalle comunità". L'obiettivo è l'iscrizione nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Il dossier, coordinato dalla Svizzera attraverso l'Ufficio federale della cultura (UFC), gode del sostegno di Francia, Italia e Slovenia. Si tratta della prima volta che la Confederazione assume la guida internazionale di una candidatura per questo specifico registro, dedicato a programmi esemplari capaci di ispirare altre regioni del mondo.

Il patrimonio oggetto della candidatura racchiude un vasto insieme di tecniche e conoscenze nate dall'adattamento alle alte quote e dalla cooperazione tra le valli. Tra le pratiche citate figurano in particolare la produzione del formaggio d'alpe, la coltivazione e panificazione di cereali alpini come la segale, l'apicoltura di montagna, il mantenimento dei frutteti tradizionali e la raccolta di piante selvatiche. L'iniziativa affonda le radici nel progetto europeo AlpFoodway (2015-2019) e si concretizza oggi in collaborazioni transfrontaliere che promuovono modelli di consumo sostenibili. Un esempio emblematico è il festival Lo Pan Ner, che ogni autunno celebra il pane di segale tradizionale coinvolgendo comunità in tutto l'arco alpino, inclusi il Vallese e la Valposchiavo in Svizzera.

Alla stesura del dossier hanno collaborato diverse organizzazioni svizzere, tra cui il Polo Poschiavo, il CREPA e l'Associazione svizzera dei DOP–IGP. La candidatura passerà ora al vaglio degli esperti dell'UNESCO. la decisione definitiva sul riconoscimento di queste pratiche come modello globale di salvaguardia è attesa per il dicembre 2027.

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