Anziani al volante: dopo Sedrun, chiesto un inasprimento dei controlli d'idoneità

Il caso della scorsa settimana ha riacceso la discussione. I numeri federali attestano che questa è la categoria che causa più incidenti
BERNA - L'incidente avvenuto la scorsa settimana a Sedrun (GR), nel quale un gruppo scolastico è stato travolto dall'auto guidata da un 87enne, ha riacceso il dibattito riguardo ai conducenti anziani. L'uomo avrebbe confuso il pedale del freno con l'acceleratore, provocando la morte di un'insegnante di 47 anni e il ferimento di tre studenti del canton Basilea Campagna, che si trovavano nella località grigionese per un campo sciistico.
Sui social e anche sui media si è tornati a parlare, come ciclicamente accade, dei rischi provocati da persone che si mettono alla guida in condizioni psicofisiche non perfette, dovute però non a condizioni transitorie (assunzione di farmaci, consumo di alcol o stupefacenti), ma proprio all'età. Sono le statistiche federali ad alimentare i timori, si legge mercoledì sull'Aargauer Zeitung: i conducenti anziani, insieme ai più giovani, sono quelli che causano il maggior numero di incidenti sulle strade.
Nel 2025 ci sono stati 5505 incidenti con almeno un’autovettura il cui conducente, di età pari o superiore a 70 anni, è stato il principale responsabile. Il dato è in crescita rispetto al 2024, quando erano 5017. Per fare un paragone, i conducenti tra i 18 e i 24 anni che hanno causato un incidente sono stati 4900, con dieci persone che hanno perso la vita. Nel caso dei sinistri provocati da anziani, il bilancio è più tragico: quelli con esito mortale sono stati 28.
Nel 2018 il Parlamento ha alzato da 70 a 75 anni il limite di età per l’accertamento medico obbligatorio dell’idoneità alla guida. Sono sempre i dati federali a mostrare un aumento del numero dei ritiri di patente negli over 75 per mancanza d'idoneità fisica: nel 2020 erano 2028, nel 2025 sono stati 4239.
Il medico del traffico Rolf Seeger, interpellato dal quotidiano argoviese, pensa che sia il caso di inasprire le norme, pur non vedendo la necessità di introdurre un divieto generale a partire da una certa età. «Sarebbe corretto effettuare il test di idoneità ogni anno dagli 80 anni, invece che ogni due». Sarebbero utili prove pratiche al volante, che attualmente vengono svolte solo raramente. Il compito andrebbe affidato a insegnanti di guida formati ad hoc e autorizzati. Seeger pensa che sia un peccato che non sia stato reso obbligatorio un corso di un giorno per i medici di famiglia: «La formazione avrebbe mostrato a cosa prestare attenzione nei controlli medici dell’idoneità alla guida». La sicurezza stradale deve essere il fattore che guida ogni decisione. «Le autorità possono stabilire che un conducente anziano possa circolare solo su determinati percorsi o che non possa mettersi al volante di notte, perché vede male al buio».
Il portavoce di Pro Senectute, Peter Burri Follath, spiega: «Al momento del pensionamento, a 65 anni, in Svizzera le persone hanno in media ancora circa 14 anni di vita in buona salute davanti a sé. Tuttavia, alla luce dell’aumento del traffico individuale, Pro Senectute propone di verificare l’idoneità alla guida in casi ben definiti, alternando ogni anno il controllo tra lo studio medico e la guida su strada. Questo aumenta la sicurezza». Pro Senectute appoggia il test di idoneità annuale dagli 80 anni e il controllo in auto, anziché solo nello studio medico.
La decisione spetta alla politica, che dovrà bilanciare le ragioni della sicurezza sulla rete viaria e il malcontento di una parte dell'elettorato.



