Febbraio ha avuto la febbre

Il mese che si conclude oggi ha fatto segnare temperature di oltre tre gradi sopra la media, con pioggia e neve oltre le attese
BERNA - Guardando fuori dalla finestra in una giornata di metà inverno, pochi decenni fa avremmo visto probabilmente un panorama gelido, con cieli grigi e magari abbondante neve sui prati e sugli alberi. Invece questo mese di febbraio 2026 racconta una storia molto diversa, decisamente fuori asse rispetto alle medie storiche. A mettere nero su bianco la situazione è Meteosvizzera con il suo Bollettino climatico.
Temperature: un'anomalia profonda - Le stazioni di rilevamento, distribuite dalle Alpi ai laghi, hanno fotografato una Svizzera più calda del solito: la temperatura media nazionale si è attestata intorno a 1,3 °C, oltre 3,2 gradi sopra il valore medio del periodo di riferimento 1991-2020. Un’anomalia così marcata non è casuale: in numerose stazioni, soprattutto nell’Altopiano, nel Giura e lungo il versante nordalpino, sono stati rilevati scarti di oltre 3 °C rispetto alla norma, in alcuni casi toccando picchi anche più elevati. L'esempio lampante è quello di La Brévine: la località neocastellana, conosciuta come la "Siberia della Svizzera", ha fatto segnare una media mensile di 1,6 gradi sopra lo zero, con un aumento di addirittura 5 gradi rispetto alla media pluriennale. Anche a Lugano la media (7,5°) è stata superiore di 2,7 gradi rispetto a quella del periodo di riferimento precedente.
Sul fronte storico, sebbene il bollettino sia ancora provvisorio, febbraio 2026 figura attualmente tra i cinque mesi più caldi mai registrati in Svizzera dal 1864 a oggi. L’unico mese di febbraio più caldo resta quello del 2024, con una temperatura media di 2,7 °C. Questa tendenza, rileva Meteosvizzera, non è un’eccezione isolata: è coerente con l’andamento climatico osservato a livello globale, dove gli inverni tendono a scaldarsi più rapidamente delle stagioni intermedie, con conseguenze meteorologiche ben documentate dagli ultimi decenni di dati.
Precipitazioni da record in alcune regioni - Se le temperature raccontano il riscaldamento, le precipitazioni rivelano un altro lato della stessa medaglia climatica. Nel febbraio 2026 le piogge e le nevicate sono state in generale più abbondanti della norma in molte regioni della Svizzera. In particolare, alcune stazioni vallesane hanno registrato quantità di pioggia e neve superiori fino al 250% rispetto alla media. A Ginevra/Cointrin il totale di 158 millimetri di pioggia (+284%) lo rende uno dei mesi più piovosi in oltre un secolo di misurazioni.
Queste precipitazioni inconsuete hanno contribuito a creare scenari meteorologici dinamici: nebbie fitte alternate a nevicate abbondanti sui pendii alpini e piogge intense nelle valli, del tutto fuori dalla consueta linearità stagionale. Il bollettino di Meteosvizzera fa riferimento a una lunga sequenza di giorni con precipitazioni intense, che hanno portato a nevicate significative oltre quota 1000-1500 metri. Queste abbondanti nevicate hanno compensato, almeno localmente, la scarsità della coltre bianca osservata in alcune zone alpine nei mesi precedenti.
Un inverno grigio - La luce solare, quella che tradizionalmente in inverno appare radente e timida oltre le montagne, è risultata generalmente inferiore alla media in molte zone. Sebbene il soleggiamento sia risultato discreto in alcune aree come il versante nordalpino e il Vallese, molte stazioni hanno registrato un numero di ore di sole nettamente inferiore al valore atteso per febbraio.
Fioriture (e allergie) in anticipo - Un dato che emerge con forza dal bollettino è la precocità delle fasi vegetative: gli alberi e le piante hanno iniziato il loro ciclo primaverile circa due settimane prima della media storica. Il nocciolo, ad esempio, ha iniziato la fioritura attorno al 5 febbraio, un segnale inequivocabile di un clima che sta spingendo le stagioni fuori dai loro consueti ritmi.



