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SVIZZERA

L'appello di Cassis contro antisemitismo, odio e discriminazione

Nonostante il «mai più», ha sottolineato il presidente dell'OSCE, odio e violenza tornano a manifestarsi, minacciando non solo le vittime ma anche la coesione sociale e la sicurezza.
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L'appello di Cassis contro antisemitismo, odio e discriminazione
Nonostante il «mai più», ha sottolineato il presidente dell'OSCE, odio e violenza tornano a manifestarsi, minacciando non solo le vittime ma anche la coesione sociale e la sicurezza.

SAN GALLO - Con un forte appello contro l’antisemitismo, l’odio e la discriminazione, il consigliere federale Ignazio Cassis, presidente in carica dell’OSCE, ha aperto il 9 febbraio 2026 a San Gallo la conferenza internazionale «Combattere l’antisemitismo: affrontare le sfide dell’intolleranza e della discriminazione». L’evento, della durata di due giorni, inaugura il ciclo di conferenze previste nell’ambito della presidenza svizzera dell’OSCE nel 2026.

Negli ultimi anni le aggressioni antisemite sono aumentate a livello globale, sia per intensità sia per visibilità. Gli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza hanno contribuito ad acuire le tensioni, con ripercussioni anche in Europa e in Svizzera. I recenti episodi nello spazio pubblico dimostrano che il fenomeno richiede risposte urgenti e coordinate. In questo contesto, San Gallo – città con una lunga tradizione di dialogo interreligioso – offre una cornice simbolicamente significativa per il confronto tra Stati partecipanti, organizzazioni internazionali, esperti e società civile.

Nel suo discorso di apertura, Cassis ha espresso profonda preoccupazione per la recrudescenza dell’antisemitismo e di altre forme di odio, a oltre ottant’anni dalla Shoah. Nonostante il «mai più», ha sottolineato, odio e violenza tornano a manifestarsi, minacciando non solo le vittime ma anche la coesione sociale e la sicurezza.

La conferenza mira a comprendere meglio i meccanismi che alimentano intolleranza e discriminazione, per contrastarli in modo più efficace. Particolare attenzione è rivolta alla prevenzione tra i giovani, spesso esposti alla violenza online, e al mondo dello sport, dove emergono con frequenza tensioni e episodi di esclusione. «L’odio inizia con le parole, con la stigmatizzazione e con l’indifferenza», ha ricordato Cassis, invitando ad agire tempestivamente.

La Svizzera intende mantenere la lotta all’antisemitismo al centro dell’agenda dell’OSCE, rafforzando gli impegni già assunti, in particolare quelli della Dichiarazione del 2014. I lavori proseguiranno fino al 10 febbraio con discussioni tecniche volte a tradurre gli impegni politici in misure concrete e operative.

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