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"Erome", il buco nero del porno non consensuale

Dopo Phica, ecco un altro caso. Presenti foto di celebrità (e non solo) svizzere. L' UFCS: «Possiamo bloccare solo alcuni domini».
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"Erome", il buco nero del porno non consensuale
Dopo Phica, ecco un altro caso. Presenti foto di celebrità (e non solo) svizzere. L' UFCS: «Possiamo bloccare solo alcuni domini».

BERNA - Una foto innocente può diventare un abuso. Spesso a causa dell’intelligenza artificiale. Così, dopo i casi di "Phica" e del canale Telegram "Dipreisti", ecco un altro sito pieno di immagini pornografiche non consensuali e spesso modificate con l’intelligenza artificiale.

Il caso “Erome” - Si tratta di Erome, portale cliccatissimo e attivo da parecchi anni. Basta fare un rapido giro per trovarsi di fronte contenuti deep nude che coinvolgono volti noti e celebrità. Fra queste, per esempio, compaiono anche Michelle Hunziker e Alisha Lehmann (oltre alle italiane Elodie, Diletta Leotta e Chiara Ferragni).

Il "revenge porn" - Non solo, si troverebbero tonnellate di immagini che, come riporta il Corriere, rientrano con tutta probabilità nella categoria del revenge porn: foto e video intime di uomini, donne, ragazzi e ragazze (anche minorenni) ignari di essere protagonisti di contenuti sessuali pubblicati online.

Le conversazioni rubate e i "tributi" - Non è tutto. Ci sono anche registrazioni e screenshot presi da chat e videochiamate che permettono di accedere a conversazioni intime e private. Oltre a “tributi”, cioè gesti di autoerotismo, sfruttando le immagini di TikToker adolescenti. Come sottolinea un nostro lettore, basta cercare velocemente “Swiss” per trovare diversi deepnude.

L'UFCS a Tio.ch: «Non abbiamo compiti investigativi» - Contattato da Tio.ch, il servizio media dell’Ufficio federale della cibersicurezza sottolinea come l’UFCS non sia «un’autorità di polizia» e non abbia «compiti investigativi». Però, quando viene «a conoscenza di un sito web fraudolento, lo controlla e lo segnala all’autorità di polizia».

Quali domini possono essere bloccati - Per quanto riguarda la possibile chiusura del sito, «ai sensi dell'ordinanza sui domini Internet (VID), l'UFCS può bloccare solo i domini “.ch” e “.swiss” che contengono malware o phishing». Il consiglio è «sporgere denuncia presso l'autorità di polizia cantonale competente».

Le richieste porno di Grok - Nelle ultime settimane, lo ricordiamo, ha fatto parecchio discutere il “caso Grok”: a causa delle richieste avanzate da diversi utenti, il chatbot integrato era diventato un veicolo per alimentare un mercato di immagini esplicite, modificate attraverso l’intelligenza artificiale.

La risposta e le polemiche - Il social network di Elon Musk ha annunciato di aver implementato misure per "impedire" al suo strumento di intelligenza artificiale di "spogliare" persone reali, anche per gli abbonati a pagamento, in risposta a un'ondata di indignazione mondiale e alla pressione delle autorità di diversi Paesi.

L’indagine - A questo proposito, la Commissione europea ha avviato una nuova indagine formale contro X ai sensi delle norme sui servizi digitali, estendendo il procedimento del 2023.

«Deepfake, forma violenta di degradazione» - «I deepfake sessuali non consensuali di donne e bambini sono una forma violenta e inaccettabile di degradazione», ha affermato in una nota la vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen.

Gli obiettivi dell’indagine - «Con questa indagine - ha aggiunto - stabiliremo se X ha rispettato i propri obblighi giuridici ai sensi del Digital Service Act (DSA) o se ha trattato i diritti dei cittadini europei, compresi quelli di donne e bambini, come danni collaterali del proprio servizio», aggiunge la 53enne.

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