«Nuova conferenza di pace sull'Ucraina entro l'anno»

Non si terrà però in Svizzera.
Non si terrà però in Svizzera.
WOODSTOCK - Una nuova conferenza di pace sull'Ucraina, che segue quella svoltasi al Bürgenstock (NW) il 15 e il 16 giugno scorsi, si terrà probabilmente ancora quest'anno. Tuttavia, non più in Svizzera. Lo ha dichiarato oggi la presidente della Confederazione Viola Amherd, esprimendosi a margine del quarto vertice della Comunità politica europea (CPE).
Amherd, parlando ai microfoni dei giornalisti elvetici presenti sul posto, ha affermato che "ora altri Paesi devono farsi avanti per organizzare un'altra conferenza". Al summit della CPE, che ha riunito al Blenheim Palace di Woodstock, nel sud dell'Inghilterra, 47 Paesi, così come istituzioni quali l'Unione europea, il Consiglio d'Europa e la NATO, si è discusso di difesa e della garanzia della democrazia nel Vecchio Continente, nonché questioni legate alla sicurezza energetica e alla migrazione.
La consigliera federale nel suo discorso ha illustrato i risultati della conferenza di pace sull'Ucraina svoltosi in Svizzera. In vista di un prossimo vertice, ci si augura che in futuro, al tavolo delle trattative si riuniscano entrambe le parti coinvolte, e si auspica dunque un invito esteso anche alla Russia. Prima però, sono previsti tre altri brevi incontri con un numero di partecipanti decisamente più esiguo, in cui si discuterà di questioni umanitarie, nucleari e di sicurezza alimentare.
Amherd vede Orban
Oggi nei pressi di Oxford, la presidente della Confederazione ha avuto un colloquio con il Primo Ministro ungherese Viktor Orban, il quale a inizio mese si è recato a Kiev, Mosca e Pechino, dove ha incontrato i rispettivi capi di Stato. Stando alla "ministra" della difesa, Orban avrebbe riferito ad Amherd di essere interessato anche lui a trovare una soluzione al conflitto.
«I Paesi che hanno stretti contatti con la Russia dovrebbero aiutare a mediare», ha detto ai giornalisti la consigliera federale vallesana. Amherd ha poi sottolineato che il responsabile del Dipartimento degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis ha recentemente incontrato il capo della diplomazia russo Sergei Lavrov. «Sono in corso discussioni per rendere possibile una seconda conferenza», ha ribadito.





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