«Rimborsare la pillola anti-Hiv è conveniente»

Così il Consiglio Federale mette fine alle polemiche sul rimborso della profilassi Prep.
La polemica era scoppiata immediatamente. Dopo la notizia che dal mese di luglio del 2024 le casse malati si sarebbero fatte carico dei costi relativi alla profilassi (Prep) per prevenire l'acquisizione dell'infezione da HIV, si era infatti scatenata la bagarre.
Inaccettabile per molti che il Consiglio Federale tutelasse chi faceva sesso senza precauzioni - ad esempio con persone «a rischio» o provenienti da paesi «ad alta prevalenza di HIV» - consentendo loro di assumere una combinazione di farmaci attivi contro l'HIV (prima di consumare il rapporto), con la possibilità di chiederne poi il rimborso.
In ogni caso il Consiglio Federale ha ribadito con forza la propria linea nonostante le opposizioni. Il consigliere nazionale Thomas Rechsteiner (Allena del Cenro) ha così domandato con forza al governo «come si sia arrivati a far sostenere alla comunità i costi del sesso non protetto, mentre i premi dell'assicurazione sanitaria sono in forte aumento».
Contrario, nei giorni passati anche il consigliere nazionale della Lega dei ticinesi Lorenzo Quadri.
Anche Santè Suisse, organizzazione mantello che raggruppa le casse malati, era intervenuta dicendo come «non è accettabile che gli assicurati finanzino medicamenti costosi». L'argomento è così stato affrontato a Berna durante il question time al Consiglio federale.
Chiara la presa di posizione del Dipartimento Federale dell’Interno che ha spiegato innanzitutto come la Prep costituisca una parte importante del programma nazionale “Stop all’HIV, ai virus di epatite B, epatite C e infezioni sessualmente trasmissibili”, adottato alla fine di novembre e il cui obiettivo è eliminare l’HIV entro il 2030, mettendo da parte l'argomento dei costi.
«Il rimborso della Prep è conveniente - questa la linea assunta - Dopo 5-10 anni si risparmierà sull'assicurazione sanitaria obbligatoria, poiché si eviteranno i costi per la cura delle infezioni da HIV». Tutto ciò ovviamente non toglie il fatto che «il preservativo è e rimane il principale mezzo di prevenzione dell'HIV: costa poco, non ha effetti collaterali e protegge in modo affidabile dall'HIV», ha ribadito il Consiglio Federale
Infine è stato evidenziato come la distribuzione della PrEP avverrà solo in un ambito strettamente limitato. «La prescrizione verrà effettuata solo dai medici che partecipano al programma SwissPrEPared. E vi avranno accesso solo le persone con un rischio di infezione molto alto». In aggiunta la prescrizione sarà preceduta da un colloquio approfondito durante il quale il professionista informerà la persona sulle misure di protezione ottimali per lei.
PREP
È l’acronimo di “profilassi pre-esposizione”. Si rivolge alle persone che non hanno l'HIV e consiste nell'assumere farmaci come misura preventiva, per evitare di contrarre il virus. La pillola è prescritta dagli operatori sanitari. L’assunzione avviene in due modalità differenti in base all’utilizzatore. Se si tratta di persone che hanno generalmente dei comportamenti sessuali a rischio ripetuti nel tempo, allora si possono assumere tali farmaci ogni giorno. Chi invece si trova in una situazione particolare o pensa di ritrovarsi a breve può farne un uso temporaneo. Può infatti assumere i farmaci da 24 e fino a due ore prima del rapporto e poi per le 48 ore successive.
Ciò che è successo ...
D'altra parte, la PrEP è sempre più richiesta da uomini che fanno sesso con altri uomini e dal mondo transgender, oltre che dalle lavoratrici del sesso. Gli operatori che si occupano di salute sessuale e prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili sostengono che la decisione di coprire i costi della PrEP è un passo importante verso l'obiettivo di sconfiggere l'HIV entro il 2030.




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