Bassa affluenza alle urne? «Colpa delle troppe liste»

Secondo il politologo Thomas Milic il numero di elettori sarà in calo.
Secondo il politologo Thomas Milic il numero di elettori sarà in calo.
BERNA - Mancano nove giorni alle elezioni federali, previste per il 22 ottobre. Però, dalle prime proiezioni, si può prevedere un’affluenza inferiore rispetto al 45,1% toccato alla scorsa tornata.
Ovviamente si tratta di un campione parziale, ma fino ad adesso i voti a Berna, Basilea e San Gallo sono inferiori se paragonati a quelli di quattro anni fa. La tendenza non è solo “cittadina”: anche nelle aree rurali si verifica una diminuzione .A Nürensdorf nel canton Zurigo, per esempio, la percentuale dei votanti oggi è del 16,86% degli aventi diritti: nel 2019 era del 18,21%. Stesso discorso a Schwarzenburg, nel canton Berna.
Per il politologo Thomas Milic il numero di elettori sarà in calo: «"Sta diventando evidente che l'affluenza alle urne sarà ancora più bassa rispetto a quattro anni fa». Secondo Milic «i partiti non investono energia nel cercare di mobilitare gli elettori». E nonostante le preoccupazioni derivate «dall’aumento dei premi di cassa malati, il cambiamento climatico o il conflitto in Medio Oriente, in molti ritengono di non poter fare molta differenza votando alle elezioni».
I politici sono responsabili di questo fenomeno: «Ad esempio - continua Milic - anche prima delle elezioni del Consiglio federale, che i cittadini possono effettivamente influenzare attraverso il voto per il Parlamento, viene detto loro che è improbabile che la composizione cambi».
Un altro punto è la complessità del voto. «La colpa è anche della marea di liste di quest'anno - conclude il politologo - che confonderà e “travolgerà” molti cittadini».





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