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Pastora contro la regola delle cinque persone: «Non dividete le famiglie»

Cornelia Camichel è contraria a limitare le feste famigliari a cinque persone quando sono presenti dei non vaccinati.
Pastora contro la regola delle cinque persone: «Non dividete le famiglie»
Keystone
Fonte ats
Pastora contro la regola delle cinque persone: «Non dividete le famiglie»
Cornelia Camichel è contraria a limitare le feste famigliari a cinque persone quando sono presenti dei non vaccinati.
E auspica che il Consiglio federale ci ripensi: «In questa pandemia ci sono già abbastanza persone che non riescono a riconciliarsi».
ZURIGO - La pastora riformata Cornelia Camichel - oggi attiva a Zurigo, in passato nei Grigioni - è decisamente contraria a limitare le feste famigliari a cinque persone, quando sono presenti non vaccinati, come intende invece fare il governo ...

ZURIGO - La pastora riformata Cornelia Camichel - oggi attiva a Zurigo, in passato nei Grigioni - è decisamente contraria a limitare le feste famigliari a cinque persone, quando sono presenti non vaccinati, come intende invece fare il governo federale.

«Non voglio giudicare il Consiglio federale riguardo alla sua attitudine cristiana, ma si tratta di una misura estrema», afferma la teologa, che è stata in passato anche alla testa della chiesa protestante grigionese, in un'intervista pubblicata oggi dalla NZZ am Sonntag. «Spero che l'esecutivo vi rinunci».

«Non si deve permettere di dividere le famiglie in questo modo, né di mettere i vaccinati e i non vaccinati gli uni contro gli altri», prosegue Camichel. «Se entrambe le parti vogliono celebrare il Natale insieme è qualcosa da approvare: non dovrebbe essere reso ancora più difficile. In questa pandemia ci sono già abbastanza persone che non riescono a riconciliarsi. Inoltre, una tale regola sarebbe impossibile da controllare: l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un clima di denuncia».

«Non dovremmo preoccuparci solo della nostra integrità fisica, ma anche del nostro benessere psicologico e spirituale», prosegue la 50enne, che vede una possibile convivenza fra i principi della protezione della salute e dell'amore per il prossimo. «Se le persone si accordano di testarsi prima delle feste sono almeno altrettanto sicure come i vaccinati o i guariti che siedono insieme senza misure protettive».

E che fare - chiedono i cronisti del domenicale - con lo zio che non accetta però nemmeno i test o la mascherina? «Soprattutto ora è importante cercare di capire la nostra controparte», risponde l'intervistata. «Non siamo così diversi, dopo tutto. Parliamo dei nostri desideri! Cercherei una soluzione con lo zio che sia accettabile per lui e che protegga anche gli altri. Dobbiamo imparare a vivere con questo virus insieme. Può darsi che la pandemia sarà con noi ancora per anni».

«Non fraintendetemi: sono a favore che tutti si vaccinino il più possibile e si proteggano il più possibile», prosegue Camichel, personalità nota anche per aver partecipato alle trasmissioni religiose della radio romancia RTR. «Le misure del 3G sono necessarie. Ma c'è anche bisogno di dialogo e di umanità», conclude.

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