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SVIZZERA
03.12.2021 - 23:300
Aggiornamento : 04.12.2021 - 11:07

Messi in quarantena per sbaglio

Viaggiatori che non provenivano da paesi a rischio hanno ricevuto un messaggio d'isolarsi ed evitare contatti

L'Ufficio federale della sanità pubblica non conosce la causa dell'errore.

BERNA - Molti viaggiatori che sono rientrati in Svizzera mercoledì hanno ricevuto un sms in cui li si invitava a mettersi in quarantena perché «arrivavano da un Paese con una variante del coronavirus preoccupante». Inoltre gli veniva pure detto che tra il 4° e il 7° giorno di permanenza in Svizzera avrebbe dovuto effettuare un test PCR. «Chi non si attiene a questa ordinanza - si leggeva sul messaggio - può essere multato fino a 10.000 franchi».

Come è ormai noto, lo scorso 30 novembre l'Ufficio federale della sanità pubblica (BAG) ha presentato una lista di paesi dove la variante Omicron è presente con notevole frequenza e ha obbligato i viaggiatori di rientro da questi paesi a seguire un periodo di quarantena. Peccato che il messaggio - stando a quanto riporta oggi la BernerZeitung - l’abbiano ricevuto anche viaggiatori che non erano mai stati nei paesi menzionati dalla lista. Ad esempio dall’Austria o dalla Germania. L’Austria tra l'altro ha pure un numero di contagi significativamente inferiore rispetto alla Svizzera. E poi si tratta di paesi confinanti, e per questi Stati non esiste un obbligo di vaccinazione, né regole più severe. Basta registrarsi online. Per la Germania ad esempio si può viaggiare testati, vaccinati o guariti senza alcuna quarantena o test PCR aggiuntivi.

Tuttavia, l'SMS con l'ordine di quarantena è stato inviato anche a persone provenienti da Paesi senza rischi elevati. Mercoledì mattina le linee telefoniche dell’Ufficio federale della sanità pubblica è stata presa d’assalto. I tempi di attesa per parlare con gli operatori superavano la mezzora. «Chi è riuscito a prendere la linea - scrive il giornale - ha ricevuto le scuse dell’UFSP, e le spiegazioni che c’era stato effettivamente un errore, di cui non si conosce la causa, e di non prendere in considerazione il messaggio».

Doppio test per chi viaggia

Nella sua seduta odierna il Consiglio federale ha modificato le disposizioni per l'entrata in Svizzera. Da domani saranno stralciati tutti i Paesi dall'elenco degli Stati e delle regioni per i quali vige l'obbligo della quarantena. Chi entra nel nostro Paese dovrà però sottoposti a un doppio test: uno PCR prima dell'arrivo in Svizzera e un secondo - PCR o antigenico rapido - tra il quarto e il settimo giorno dopo l'entrata. In questo modo si può identificare le persone che sono state contagiate poco prima o durante il viaggio. I costi del test sono a carico dei viaggiatori. Ai cittadini di Stati terzi non vaccinati che desiderano entrare nello spazio Schengen da Paesi o regioni considerati a rischio è vietata l'entrata in Svizzera per soggiorni temporanei senza attività lavorativa fino a 90 giorni in un periodo di 180 giorni, a eccezione di determinate deroghe (casi di rigore). Questo vale in particolare per il turismo e i soggiorni di visita. L’Ufficio federale della sanità pubblica ha confermato al giornale l’invio, mercoledì, di 3000 sms ma ha aggiunto che tali messaggi sono stati inviati solo a viaggiatori che provenivano da Stati presenti «nella lista dei paesi a rischio».

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