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02.12.2021 - 13:330
Aggiornamento : 17:02

«Non possiamo fermare la variante, ma rallentarla»

A tu per tu con Patrick Mathys dell'UFSP su Omicron in Svizzera e le misure introdotte dalla Confederazione

Fonte 20 Minuten / Claudia Blumer
elaborata da Patrick Stopper
Giornalista

BERNA - La nuova variante Omicron è arrivata anche in Svizzera. Sinora sono almeno quattro i casi confermati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). E si corre ai ripari, non soltanto con misure più restrittive per chi arriva da paesi considerati a rischio ma anche estendendo la quarantena a tutti coloro, vaccinati e non, che entrano in contatto con un caso confermato. Ne abbiamo parlato con Patrick Mathys dell'UFSP.

A Basilea un contagio da variante Omicron riguarda un studente di diciannove anni. Un'infezione che è stata individuata per caso, nell'ambito dei test settimanali effettuati nelle scuole. Bisogna pensare che in Svizzera siano presenti molti più casi relativi alla variante?
«Attualmente nel nostro paese sono quattro i casi confermati. Non ha senso fare speculazioni. Ma è certo che altri casi sospetti sono in fase di approfondimento. Che si tratti di viaggiatori provenienti da determinati paesi e risultati positivi al virus o scoperte casuali».

È ancora possibile effettuare un tracciamento efficace dei contatti?
«Sarebbe da presuntuosi credere di poter fermare la diffusione della variante. Sarebbe possibile, se fossimo un'isola. Ma non lo è per un paese come il nostro, dove ogni giorno si contano centinaia di migliaia di transiti ai valichi di frontiera. Così come avviene in altri paesi, cerchiamo di ritardare la diffusione della variante. Sarà necessario del tempo per comprendere quanto sia pericolosa o contagiosa. Sono necessarie più informazioni. Va considerata anche la struttura della popolazione: quella sudafricana è significativamente più giovane della nostra, e le malattie croniche come il diabete sono meno comuni. Pertanto non è mai possibile fare un confronto diretto».

Ora la quarantena scatta anche per i vaccinati che hanno un contatto stretto con una persona contagiata dalla variante Omicron...
«Sì, si tratta di una misura preventiva che abbiamo raccomandato. Si sospetta che i vaccini attuali siano meno efficaci contro la variante. Finché non saremo in possesso di dati affidabili sulla questione, consigliamo la quarantena per tutti i contatti. Per rallentare l'importazione della variante Omicron, abbiamo anche reintrodotto la quarantena di viaggio per chi arriva da determinati paesi considerati a rischio. Il Consiglio federale ha inoltre proposto ulteriori provvedimenti, che dovrebbero inizialmente restare in vigore fino al prossimo 24 gennaio. In questa fase dobbiamo essere il più restrittivi possibile contro la nuova variante».

In quale caso un contatto con una persona contagiata fa scattare la quarantena?
«Si applicano le regole utilizzate sinora: si tratta di un contatto stretto per chi sta per più di un quarto d'ora a meno di 1,5 metri e senza protezione, quindi senza mascherina, da una persona infetta. Ma il buon senso gioca un ruolo importante. Il virus non ha il cronometro in mano».

È possibile interrompere la quarantena con un test?
«Si tratta di una possibilità che al momento non raccomandiamo».

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