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28.11.2021 - 10:530
Aggiornamento : 12:19

«La nuova variante si diffonderà presto o tardi anche in Svizzera»

Al momento Tanja Stadler non si sbilancia su un'eventuale maggior pericolosità di Omicron.

«Quel che sappiamo della nuova variante è che ha infettato sia persone vaccinate che guarite e che si è imposta in aree del Sudafrica dove la Delta era dominante». Delta che resterà però il nostro maggior grattacapo anche nelle prossime settimane.

BERNA - Sempre più nazioni stanno segnalando i primi casi della variante Omicron (clicca qui per leggere il nostro live). Tra di essi troviamo anche due Paesi che confinano con la Svizzera: la Germania, dove due casi sono stati confermati ieri nella vicina Baviera, e l'Italia, dove un'infezione è stata identificata in Campania.

Laboratori al lavoro - Ma qual è la probabilità che la nuova variante, scoperta per la prima volta in Sudafrica, stia già circolando anche in Svizzera? La risposta viene da Tanja Stalder, responsabile della Taskforce nazionale Covid-19, intervistata dalla Nzz am Sonntag. «Finora non è stata trovata, ma non possiamo escludere che sia già arrivata anche da noi», sottolinea Stadler, precisando che i laboratori stanno lavorando senza sosta.

«Presto o tardi si diffonderà anche in Svizzera» - A ogni modo, secondo la docente del Politecnico federale di Zurigo, «presto o tardi Omicron si diffonderà anche in Svizzera». Per l'esperta, però, il nostro Paese (e più in generale l'Europa) ha «ancora tempo per prepararsi» alla sua venuta, «riducendo al minimo» il rischio che la variante si propaghi subito con quarantene e test all’entrata. Stadler ricorda inoltre che esistono test PCR che indicano la presenza di una variante che si discosta dalla Delta, che è attualmente la sola presente nella Confederazione. «In questo caso - precisa alla NZZ am Sonntag - è abbastanza probabile che si tratti di Omicron».

Guardare al Sudafrica - Al momento l'esperta non si sbilancia su un'eventuale maggior pericolosità della nuova variante. «Quel che sappiamo finora è che Omicron ha infettato sia persone vaccinate che guarite. Ma soprattutto sappiamo che si è imposta in aree del Sudafrica dove la Delta era dominante. E questa è un'informazione rilevante anche per la Svizzera». 

Delta pericolo pubblico numero uno - Ed è proprio la Delta a rimanere, per ora, il nemico pubblico numero uno della sanità elvetica. «Anche con la comparsa di Omicron il nostro problema principale rimarrà la Delta. E questo ancora per diverse settimane. Al momento il numero dei casi sta ancora raddoppiando ogni 14 giorni. Ecco perché è ancora più urgente a corto termine rallentare la circolazione del virus, somministrando rapidamente la terza dose». Per l'esperta in questo modo si potrà infatti «tenere sotto controllo la Delta» e «avere un alto livello d'immunità nella popolazione» prima che Omicron «ponga eventualmente il Paese davanti a sfide ancora maggiori».

«Anticipare i tempi» per la terza dose
Per portare sotto controllo l'epidemia, sulle pagine della "SonntagsZeitung" Richard Neher, dell'Università di Basilea e membro della task force, propone misure concrete: il lasso di tempo tra la seconda e la terza dose dovrebbe essere accorciata da sei a quattro-cinque mesi. A causa dei termini attualmente in vigore, moltissime persone non potranno ancora ricevere la terza dose fino alla fine dell'anno. Poiché il numero delle nuove infezioni si situa già a un livello elevato non basta frenare l'incremento, afferma Neher. Una riduzione è necessaria, e a questo scopo servono altre misure.

Commenti
 
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Don Quijote 1 mese fa su tio
Andrebbe contro le regole della natura che una nuova variante del virus, sempre più agonizzante, non si diffondesse cercando di resistere alla sempre maggior immunizzazione naturale della popolazione. Basta aprire ogni tanto un libro di storia e spengere la televisione.
marco17 1 mese fa su tio
Ci mancava il pronostico della Maga Otelma federale.
Um999 1 mese fa su tio
E ricordatevi: che dobbiamo morire tutti o prima o poi.
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