AFP
SVIZZERA
24.11.2021 - 12:300

«Nessuno vuole un lockdown, ma non lo possiamo escludere»

La situazione epidemiologica sta peggiorando. E tra poche settimane potrebbe già essere troppo tardi

BERNA - Anche in Svizzera la situazione epidemiologica sta peggiorando. E sono ormai poche le speranze di uscire presto dalla pandemia. Anzi, con l'attuale crescita dei casi (si parla di un raddoppiamento ogni due settimane) e delle ospedalizzazioni, a dicembre si rischia un sovraccarico delle strutture sanitarie, secondo la task force scientifica nazionale. In tale situazione, nei reparti di terapia intensiva si sarà costretti a decidere chi curare e chi no.

La preoccupazione della task force è condivisa da Jan Fehr, infettivologo e responsabile del dipartimento Global and Publich Health dell'Università di Zurigo: «Purtroppo è probabilmente soltanto una questione di tempo perché la Svizzera si ritrovi nella stessa situazione dell'Austria». Nessuno vuole un nuovo lockdown, sottolinea l'esperto, definendolo come un «ultimo atto di disperazione». Ma: «Purtroppo non lo possiamo escludere». Per Fehr va dunque considerato lo scenario peggiore. «È necessario un chiaro piano di escalation».

L'esperto ritiene che ora la Confederazione debba agire rapidamente, accelerando le vaccinazioni di richiamo, insistendo ulteriormente sulle prime vaccinazioni, come pure con un'estensione dell'obbligo di mascherina, una nuova offensiva di test, una più restrittiva validità del certificato Covid e il telelavoro. «Ma probabilmente tutto questo non sarà sufficiente, non riusciremo a evitare provvedimenti per la limitazione dei contatti».

Un'esagerazione? - «Già più volte la task force ha esagerato» afferma invece il deputato Thomas Aeschi, capogruppo UDC. Nonostante il crescente numeri di contagi, negli ospedali «il tasso di occupazione dei letti è ancora basso». Il Consiglio federale si dovrebbe però attivare per aumentare «finalmente» i posti disponibili in cure intense, sostiene Aeschi.

La consigliera nazionale PS Yvonne Feri si dice invece favorevole alla via del compromesso, che sinora in Svizzera «ha funzionato molto bene». Il Consiglio federale, afferma, dovrebbe avviare già questa settimana le discussioni per l'introduzione di provvedimenti lievi, come l'estensione dell'obbligo di mascherina, le distanze sociali, le limitazioni negli assembramenti e una raccomandazione del telelavoro. «Vanno comunque consultati i Cantoni» ricorda Feri.

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