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SVIZZERA/SPAGNAPerdere la casa da un giorno all'altro, travolta dalla lava del Cumbre Vieja

24.10.21 - 08:18
Trasferitasi da Zurigo a La Palma, una 38enne ha vissuto in prima persona la perdita della casa dei sogni
Reuters
Perdere la casa da un giorno all'altro, travolta dalla lava del Cumbre Vieja
Trasferitasi da Zurigo a La Palma, una 38enne ha vissuto in prima persona la perdita della casa dei sogni
La sorella, per aiutarla, ha lanciato una raccolta fondi: «La solidarietà della gente ci ha sopraffatto»

ZURIGO / LA PALMA - Una casa sull'isola di La Palma, alle Canarie, che si trasforma da un alloggio da sogno ad un inferno di lava e cenere, in pochi giorni.

Tra coloro che hanno perso la propria casa a causa dell'eruzione del vulcano Cumbre Vieja c'è anche una donna zurighese, che si è trasferita a La Palma 15 anni fa con il proprio compagno, nel villaggio di Todoque. Al quotidiano elvetico Blick, la coppia con due figli ha raccontato di come sta tentando di riassestarsi, ospitata da un parente.

Tra contatti con l'assicurazione e cenni di normalità, come il rientro a scuola dei bambini, la famiglia sta pian piano ripartendo. Ma perdere la propria abitazione resta un grande colpo, e i ricordi di quanto successo sono ancora vividi nella loro memoria.

Per aiutarli a ripartire, la sorella della donna ha lanciato un crowdfunding, una raccolta fondi, che ha già raccolto oltre 4'000 franchi. «Non ci posso credere che delle persone che non conosciamo abbiano deciso di aiutarci, questa solidarietà ci ha davvero sopraffatto» ha commentato a riguardo la 38enne, tuttora scossa dagli eventi delle ultime settimane.

In totale, lo ricordiamo, sono già 7'500 le persone evacuate nelle ultime settimane, con la colata lavica che, inesorabile, ha inghiottito senza pietà una casa dopo l'altra, fino a raggiungere l'Atlantico.

«Un caos totale»
La 38enne zurighese ha poi raccontato al Blick come hanno vissuto l'eruzione del Cumbre Vieja, che era già stata annunciata ai cittadini dalle autorità nelle settimane precedenti, ma che si poteva percepire anche fisicamente, attraverso piccoli terremoti. «La terra fremeva, ti svegliava anche di notte». Il sisma più forte è poi coinciso con l'eruzione: «Sembrava che la casa si stesse spostando» ha spiegato la 38enne. «Abbiamo improvvisamente sentito un forte botto e siamo corsi in giardino, dove abbiamo visto l'esplosione e la colonna di fumo».

In quel momento, la coppia ha deciso di allontanarsi il prima possibile, presa alla sprovvista anche perché, secondo le stime dell'autorità, sarebbero state altre le zone colpite dalla colata lavica. «C'era un ingorgo lungo un chilometro, e nessuno sapeva quanto velocemente la lava si sarebbe spostata, era un caos totale».

I giorni seguenti, accompagnati da militari o pompieri, i membri della famiglia hanno potuto fare qualche breve salto in casa per recuperare i loro effetti personali. Per un paio di settimane la coppia ha persino sperato che la casa non venisse travolta: «La situazione sembrava migliorare, poi il vulcano ha eruttato di nuovo. Allora abbiamo capito che era finita».

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