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23.03.2021 - 12:000
Aggiornamento : 12:21

La crisi del cinema nell'anno della pandemia

Nel 2020 le proiezioni sono dimezzate e gli ingressi sono calati del 65% (del 70% in Ticino)

A causa della mancanza di produzioni americane, la quota di mercato dei film svizzeri ha raggiunto il record del 14%

BERNA - Anche per il settore cinematografico, l'anno della pandemia è stato molto difficile. Non soltanto per quanto riguarda la produzione, ma anche per la fruizione, considerando che le sale sono rimaste chiuse per svariati mesi. E infatti nel 2020 sono stati contati 4,3 milioni di ingressi e generati 67 milioni di franchi di introiti dalla vendita di biglietti, pari a un calo del 65% rispetto all'anno precedente. Una contrazione che nella Svizzera italiana è stata addirittura del 70%. Lo si evince dalla statistica del film e del cinema 2020 realizzata dall'Ufficio federale di statistica (UST).

Un cartellone più povero - Con 283 nuovi film in cartellone nel 2020, le prime cinematografiche segnano un calo del 43% rispetto all’anno precedente. Il calo più netto, pari al 56%, è stato quello dei film dagli Stati Uniti, in numero non superiore a 56. L’anno scorso le produzioni svizzere, delle quali nelle sale sono usciti 51 film, sono calate della metà rispetto ai film americani (28%). Nello stesso periodo, il numero di prime cinematografiche europee è diminuito del 43% a 148 film.

Cinema elvetico di successo - Nel 2020, nel contesto dalla pandemia, la quota di mercato dei film svizzeri ha raggiunto il record del 14%. La mancanza di produzioni americane attraenti è una delle ragioni di questa alta quota di mercato delle produzioni nazionali, ma non l’unica. Con circa 600'000 ingressi, infatti, i film svizzeri hanno registrato risultati molto buoni anche in cifre assolute. Di questo successo, la parte del leone se l’è ritagliata il film Platzspitzbaby, con oltre 320'000 ingressi. Il film, uscito nelle sale della Svizzera tedesca già in gennaio, ha contribuito molto all’elevata quota di mercato (17%) ottenuta dai film svizzeri in questa regione linguistica.

Sale in difficoltà - Nonostante cali sensibili dell’offerta di film e degli ingressi, il numero di cinema e di sale è diminuito solo di poco nel 2020. Nel complesso, l’anno scorso sono stati contati 263 cinema (-6) in attività con in totale 601 sale (-4). Rispetto all’anno precedente, però, nel 2020 i cinema sono stati in grado di organizzare solo circa la metà delle proiezioni (circa 315'000). Nel 2020 il numero di sale cinematografiche abilitate alla proiezione di film 3D è rimasto stabile a 313 (-1), ma in pratica i film e le proiezioni in 3D non hanno avuto alcuna incidenza, dal momento che l’anno scorso sono usciti nelle sale solo cinque film 3D.

Cresce il video on demand - Come mostra la nuova pubblicazione dedicata a festival cinematografici, cinema e home cinema, e, in particolare, a pubblico ed evoluzione in Svizzera 2014–2019, la popolarità dei video on demand (VoD) ha continuato a crescere: nel 2019 tale tipo di servizio è stato utilizzato per guardare film dal 36% della popolazione (2014: 28%) e dal 57% degli under 30 (2014: 42%).

Tuttavia, il VoD è stato tutt’altro che il mezzo più popolare per guardare film nel 2019: l’87% della popolazione ha infatti guardato i film del palinsesto televisivo (2014: 91%) e spesso molte persone hanno optato anche per i DVD e Blu-ray (50%), seppure con una netta tendenza al ribasso (2014: 66%). Molto diffusa anche la fruizione di film al cinema (67%; 2014: 66%), anche tra i giovani: sia nel 2014 che nel 2019, circa il 90% degli under 30 è andato al cinema almeno una volta, sebbene si osservi una diminuzione della frequenza delle entrate al cinema in questa fascia di età.

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