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SVIZZERA
26.11.2020 - 13:080
Aggiornamento : 13:54

Reati contro gli animali, quasi 2000 procedimenti penali

Rispetto al 2018, lo scorso anno sono stati registrati 173 casi in più.

Il 51% dei procedimenti ha interessato animali domestici (principalmente cani) e il 32% animali da reddito (soprattutto bovini).

BERNA - In Svizzera si sono registrati l'anno scorso 1933 reati contro animali, 173 in più rispetto al 2018. La maggior parte di casi ha riguardato i cani. Questi dati non sono però che la punta dell'iceberg, secondo l'organizzazione che li ha pubblicati.

In base alla statistica illustrata in una conferenza stampa virtuale dall'organizzazione Stiftung für das Tier im Recht (fondazione animali e diritto, TIR), nel 2019 sono stati emessi 1674 decreti d'accusa e 68 sentenze relative a violazioni delle norme di protezione degli animali.

Il 51% dei casi ha interessato animali domestici e il 32% animali da reddito. I cani sono la specie più toccata da maltrattamenti, seguiti dai bovini. A crescere sono però anche i reati contro animali da laboratorio: i dieci casi del 2019 rappresentano un nuovo record, sottolinea TIR.

Il costante aumento degli ultimi 20 anni indica che le forze dell'ordine prendono sempre più sul serio i loro compiti e che i reati contro gli animali sono sempre più spesso oggetto di indagini e sanzioni, scrive l'organizzazione in una nota.

Le cifre sono tuttavia generalmente molto basse, se si considerano i milioni di animali allevati in Svizzera. Secondo TIR, si può quindi ipotizzare un numero elevato di casi non denunciati.

L'organizzazione per i diritti degli animali lamenta inoltre che in molti Cantoni la struttura esecutiva sia ancora troppo debole. E che troppo spesso i reati contro il benessere degli animali vengono banalizzati. Nel 2019, per i casi presi in esame sono state comminate in media multe di 350 franchi. La sanzione massima può invece raggiungere i 20'000 franchi, e 10'000 franchi per reati commessi per negligenza.

4000 pecore muoiono ogni anno sulle Alpi - Nel suo rapporto, TIR ha prestato quest'anno particolare attenzione agli allevamenti di ovini. Un dato che fa riflettere è che ogni anno circa 4000 pecore muoiono durante l'estivazione perché abbandonate a se stesse per troppo tempo. La protezione dalle intemperie e i controlli sono spesso del tutto inadeguati, ha dichiarato l'esperta legale di TIR Katerina Stoykova.

Queste pecore soffrono in maniera enorme, ha sottolineato l'esperta. Molti allevatori non assicurano la necessaria presa a carico. Ma nonostante ciò, l'anno scorso nessuna procedura è stata aperta nei confronti di allevatori che praticano l'estivazione degli ovini.

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