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01.05.2020 - 14:210
Aggiornamento : 16:04

Consegnate 35 milioni di mascherine

Nella conferenza stampa di oggi a Berna è stata illustrata come avviene la tracciabilità dei contatti

E poi l'eterno dibattito su bambini e contagi. La rassicurazione: «Con l'apertura delle scuole nessun pericolo per il personale docente.Tranquilli, non ci saranno epidemie negli istituti scolastici"

BERNA - Conferenza stampa a Berna sul Covid-19 anche in occasione del primo maggio. Ben nove autorità erano presenti all’incontro. A prendere la parola è stato delegato dell'UFSP per la pandemia Covid-19,il quale presentando le cifre odierne ha evidenziato l’ennesimo calo dei contagi: nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 119 casi (in totale 29'705). Altre 15 persone sono decedute facendo salire il bilancio delle vittime e 1435 decessi. Koch ha fatto appello alla popolazione. “Ora che si sta allentando il contagio, è ancora più importante continuare a rispettare le misure igieniche. Questo è l'unico modo per limitare la diffusione del virus”.

La tracciabilità - Dopo l'antipasto di Koch a prendere la parola è stato il medico cantonale Rudolf Hauri di Zugo che ha spiegato come avviene la tracciabilità dei contatti. "Le persone infettate vengono interrogate attraverso un questionario. Il fattore decisivo è capire con chi si sono venute in contatto. Poi, queste persone di contatto verrebbero quindi intervistate e, a seconda del loro stato di salute, dovranno essere messe in quarantena". Secondo Hauri, le persone contagiate si sono dimostrate molto collaborative per quanto riguarda la tracciabilità dei contatti. 

È stato illustrato come funzionerà la App-Tracing. Marcel Salathé capo del gruppo di esperti "Epidemiologia digitale" ha subito voluto sgomberare il campo da equivoci e ha sottolineato che il tutto avviene nella più totale privacy. "L'app funziona in modo decentralizzato, con pochi dati e protegge la privacy in misura elevata. Inoltre i dati vengono regolarmente cancellati". Stando a quanto hanno fatto sapere in conferenza stampa circa il 60 percento della popolazione vuole partecipare alla tracciabilità del virus. L'App non è stata ancora lanciata e una data su quando verrà messa in circolazione non è nota, ma - hanno assicurato -  sarà entro fine maggio. 

Gli esami - Nel corso dell'incontro si è pure accennato agli esami universitari. Josef Widmer, vice Direttore della Segreteria di Stato per l'educazione, la ricerca e l'innovazione SEFRI ha dichiarato che gli esami accademici verranno effettuati nelle università. In alcuni casi online, oppure direttamente sul posto. Per gli studenti di medicina, non è ancora chiaro come saranno organizzati gli esami. Anche gli esami federali di maturità verranno effettuati, e verrà verificato come sarà possibile osservare la distanza sociale durante la prova.

Maschere protettive - Markus Näf, il brigadiere dell’esercito ha fatto sapere che 35 milioni di mascherine sono state consegnate entro la fine di aprile. 13 milioni sono stati consegnati al commercio al dettaglio e 22 milioni sono andati nei Cantoni. Alla domanda sui prezzi delle maschere, il brigadiere Näf ha dichiarato che i prezzi sono scesi nelle ultime settimane.

Ricongiungimento familiare - Si è parlato anche dei ricongiungimenti familiari e Cornelia Lüthy, vicedirettrice della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha spiegato che possono ricongiungersi  i coniugi, i partner registrati e figli minori. Le coppie non sposate invece non possono entrare a meno che non vi sia un caso di complesso.

Bambini e contagio - Poi l’enigma che sembra non avere soluzione: i bambini sono infettivi o no? Una domanda che sta facendo scorrere fiumi di inchiostro. Il presidente della task force scientifica nazionale COVID-19 Matthias Egger ha spiegato che non si può escludere che i bambini trasmettano il virus. “Mostrano tuttavia solo sintomi lievi, e questo ci porta a pensare che possano trasmettere solo un virus in misura ridotta. Fintanto che il bambino non tossisce il virus non puo’ diffondersi con particolare virulenza”.
Alla domanda se esiste un rischio maggiore di infezione con l'apertura delle scuole, Koch ha fatto riferimento a uno studio australiano. "Lo studio ha dimostrato che i bambini non sono i vettori del virus, bensì gli adulti". Parole che sono state condivise anche da Matthias Egger, presidente nazionale della Task Force Covid -19. "Quindi - è stato aggiunto - non vi è alcun pericolo per il personale docente se vengono rispettate le norme igieniche. Non ci saranno epidemie nelle scuole".

Seconda ondata di epidemia - Matthias Egger, presidente nazionale della Task Force Covid -19 ha pure detto che “è risaputo che meno del 10 percento della popolazione dei Cantoni è stata infettata nella prima ondata. Quindi ci sono molti che potrebbero essere colpiti dalla seconda ondata. Se la popolazione aderisce alle regole, una seconda ondata può essere prevenuta in futuro”. Sulla stessa lunghezza d’onda Daniel Koch: "Sono sempre le persone a scatenare le epidemie. Ecco perché è essenziale un comportamento adattato alle norme igieniche”.

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