Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
22.04.2020 - 10:540
Aggiornamento : 12:47

In aiuto agli indipendenti fino al 16 maggio

Il Consiglio federale ha deciso di prorogare il diritto all'IPG per coronavirus, anche se riprenderanno prima l'attività

BERNA - Il 27 aprile o rispettivamente l'11 maggio gran parte dell'economia in Svizzera potrà ripartire, seppure con delle limitazioni. Lo ha deciso la Confederazione (il Ticino ha chiesto una finestra di crisi fino al 4 maggio, sulla quale il Consiglio federale deciderà oggi). Ma molti lavoratori indipendenti, di fatto, non potranno ricominciare a fornire pienamente le loro prestazioni sin dal primo giorno. È questione di organizzazione, come pure del mantenimento della distanza sociale. Per questo il Consiglio federale ha deciso di prolungare fino al 16 maggio il diritto all’indennità.

Dopo la cessazione della chiusura forzata delle loro strutture, la situazione degli indipendenti sarà analoga a quella di chi è stato colpito soltanto indirettamente dai provvedimenti per combattere il coronavirus, il cui diritto all’indennità di perdita di guadagno durerà fino al 16 maggio 2020. Questo termine verrà pertanto applicato anche ai lavoratori indipendenti che potranno riprendere la loro attività il 27 aprile o l’11 maggio.

Le persone che hanno già diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus non dovranno fare nulla: la cassa di compensazione AVS competente prorogherà il loro diritto fino al nuovo termine.

I lavoratori indipendenti le cui strutture dovranno presumibilmente rimanere chiuse anche dopo il 16 maggio (ad esempio la gastronomia), continueranno ad avere diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus. Lo stesso varrà per i lavoratori indipendenti colpiti dal divieto di svolgere manifestazioni.

La situazione resterà invariata anche per gli altri aventi diritto all’indennità di perdita di guadagno per il coronavirus, le persone che sono state messe in quarantena ei dipendenti che hanno dovuto interrompere, del tutto o in parte, la loro attività lucrativa in seguito alla cessazione della custodia dei figli da parte di terzi (scuola, struttura di custodia collettiva diurna, nonni), fino a che non potranno trovare un’altra soluzione di custodia.

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