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SVIZZERA
25.03.2020 - 12:320
Aggiornamento : 16:55

Simulare i sintomi del Covid-19 per poter fare il test? «È da egoisti»

I tamponi sono previsti soltanto per le persone a rischio. Ma c’è comunque chi prova a ingannare il personale

ZURIGO - I test per la diagnosi del Covid-19 non vengono fatti a tappeto, ma sono previsti per le persone a rischio che presentano i sintomi della malattia. A tutti gli altri l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) chiede di rimanere a casa. Questo perché non c’è la necessaria capacità per poter sottoporre tutti quanti al tampone. Eppure c’è chi cerca d'ingannare il personale.

Ne sa qualcosa il milite della protezione civile S.T.*, che ha più volte vissuto tale situazione all’ingresso della Clinique des Grangettes a Ginevra. Per esempio il caso di una donna di quarant’anni che di recente si era presentata chiedendo di essere sottoposta al test. «Sembrava che stesse per morire, aveva una terribile tosse e mostrava un viso sofferente». Lui e i suoi colleghi erano convinti che potesse trattarsi di una malata di Covid-19, e l’hanno quindi mandata nel reparto di pronto soccorso. Ma pochi minuti dopo il medico si è presentato dai militi, ed era irritato. «Ci ha detto che la signora stava soltanto simulando e che era in piena salute» racconta T. Il milite ritiene quindi che la donna si sia comportata in questo modo, perché era molto intimorita di poter contrarre il virus.

Episodi come questo rendono ancora più difficile il lavoro, afferma T. «Abbiamo pochi test. E le persone che simulano i sintomi da coronavirus sono egoiste». In seguito ha notato che i malati veri si comportano in maniera molto più discreta. «Una signora anziana ci ha detto con molta tranquillità di non sentirsi bene. Poco dopo il medico mi ha informato che la donna è stata attaccata a un respiratore».

La questione delle persone che simulano i sintomi è nota anche nelle strutture del gruppo ospedaliero bernese Insel. Prima di effettuare un tampone, viene condotta un’approfondita indagine sulle condizioni di salute del paziente, spiega Aristomenis Exadaktylos, direttore del Dipartimento di medicina d’urgenza all’Ospedale universitario. «Si capisce relativamente in fretta se qualcuno ha bisogno di un test o meno: la simulazione non porta a nulla».

*Nome noto alla redazione

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