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BERNA
22.06.2016 - 21:190

Due piloti svizzeri da oggi sorvoleranno i mari alla ricerca di migranti

I due amici appenzellesi voleranno sopra il Mediterraneo in cerca di barche in difficoltà. Il tutto grazie alle donazioni

BERNA - «È cominciato tutto l’anno scorso. Ero seduto accanto a un falò con Samuel Hochstrasser» racconta Fabio Zgragger. Il grafico di 30 anni è insegnante di parapendio e pilota privato. «Abbiamo cominciato a parlare di migranti, e volevamo aiutare in qualche modo. Ma è solo quando abbiamo appreso dell’esistenza di un’associazione privata a Malta che aiuta i migranti in difficoltà nel Mediterraneo che abbiamo deciso di approfittare della nostra passione del volo per fare del bene».

Fabio Zgraggen e il suo amico hanno cominciato a contattare diverse organizzazioni di sostegno. «All’inizio volevamo sapere se i voli di ricognizione fossero richiesti oppure no» spiega il grafico, che si è subito reso conto che in effetti erano molto ricercati. I due ragazzi di Gais, nel canton Appenzello esterno, hanno creato così sei mesi fa la loro organizzazione chiamata Humanitäre Piloteninitiative (HPI).

Stretta collaborazione con le autorità - I preparativi sono durati quasi sei mesi: i due amici sono riusciti a raccogliere  fondi a sufficienza, hanno ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie e hanno anche seguito una formazione complementare. E proprio oggi hanno preso il volo a bordo di un Ikarus C42 in direzione di Djerba, in Tunisia. Laggiù saranno i primi a effettuare voli di ricognizione privati. «Ci daremo il cambio ogni due settimane con altre équipe sempre composte da due persone» raccontano gli appenzellesi.

Sul posto i due svizzeri lavoreranno in stretta collaborazione con Sea-Watch, una ONG che effettua salvataggi in mare. I piloti elvetici sorvoleranno un settore specifico del Mediterraneo. Dall’alto segnaleranno alle autorità le barche in difficoltà alle autorità del paese che si occuperà di inviare delle imbarcazioni per soccorrere i migranti.

I giovani pilota svizzeri possono contare sul sostegno del loro entourage. «I miei amici e la mia famiglia mi sostengono» racconta Fabio Zgraggen. Ogni due settimane lui e il suo compagno di viaggio torneranno in Svizzera per proseguire i loro rispettivi lavori. In teoria la “missione” durerà fino a novembre: «Poi si vedrà». Ma ci tengono a precisare che «le donazioni sono utilizzate esclusivamente per pagare i costi legati ai voli. Tutto il resto lo paghiamo di tasca nostra».

 

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