Cerca e trova immobili
Mondiali 2026FIFA WORLD CUP
IL SORPASSO A… DUE RUOTE

Buddh Circuit, (per ora) solo problemi

I ritardi per Marc Marquez e gli altri, l’incertezza sulla pista: il GP alle porte è un’incognita
Buddh Circuit, (per ora) solo problemi
Imago
Buddh Circuit, (per ora) solo problemi
I ritardi per Marc Marquez e gli altri, l’incertezza sulla pista: il GP alle porte è un’incognita
Il business conta più di tutto.
SPORT: Risultati e classifiche
GREATER NOIDA - La MotoGP alla scoperta dell’India. Anche se, per arrivarci, fino a ora il viaggio è sembrato più una di quelle spedizioni del dottor Livingstone alla scoperta della sorgente del Nilo, che non una trasferta da vent...

GREATER NOIDA - La MotoGP alla scoperta dell’India. Anche se, per arrivarci, fino a ora il viaggio è sembrato più una di quelle spedizioni del dottor Livingstone alla scoperta della sorgente del Nilo, che non una trasferta da ventunesimo secolo.

Solo oggi, giovedì, dopo settimane turbolente a livello burocratico e logistico, capiremo se da domani le moto inizieranno a girare regolarmente al Buddh Circuit, il tracciato alle porte di Nuova Delhi che in passato ha ospitato anche la Formula Uno. Poi, le difficoltà immense soprattutto a livello doganale, hanno fatto sì che la trasferta indiana partorita dalla mente di Bernie Ecclestone – bravissimo a riempirsi il portafoglio nell’allargare le frontiere a nuovi Paesi disposti a firmare degli assegni in bianco pur di entrare a fare parte del Circus – uscisse velocemente dal calendario. Un po’ quello che è accaduto anche in Turchia o in Corea, dove impianti costati decine di milioni di dollari sono poi finiti nel dimenticatoio. La MotoGP, afflitta da una bulimia che la sta portando a espandersi in modo caotico (inseriti in calendario e poi spariti, Finlandia e Kazakistan ne sono un esempio) verso nuove realtà, adesso raccoglie il testimone lasciato dalle quattro ruote. Ma le premesse che qualcosa vada storto in quello che è il primo GP di moto nella storia dell’India ci sono davvero tutte. Per mesi le squadre si sono scontrate con complicatissime formalità doganali per trasportare moto e materiale, ma a mandare tanti sull’orlo di una crisi di nervi è stato il ritardo, inammissibile visto che si tratta di una competizione iridata, nell’emissione dei visti. Questo ha fatto sì che fino all’ultimo diverse squadre e piloti (se facciamo il nome di Marc Marquez si accende qualche lampadina?) non sapessero ancora se sarebbero riusciti a salire sugli aerei con destinazione Nuova Delhi. E poi, ancora più inquietante, visto che il tema è sempre più di attualità in una stagione in cui il numero delle cadute (e degli infortuni) è aumentato considerevolmente, c’è la questione dell’omologazione del circuito, che incredibilmente è stata ritardata fino a oggi, quando il Safety Officer, ovvero il responsabile della sicurezza della Federazione internazionale, Bartolomé Alfonso, subentrato quest’anno a Franco Uncini, provvederà a dare il benestare a correre nel fine settimana. Un ritardo incomprensibile, ingiustificabile (anche se la scusa è che fosse necessario avere la presenza di tutti i commissari di percorso presenti) e inammissibile, perché sarà interessare scoprire cosa accadrà se i piloti, che il circuito – e le successive modifiche richieste per motivi di sicurezza – lo hanno visto solo in fotografia e video, dovessero decidere che certe vie di fuga non saranno sufficienti per garantire la loro incolumità. Ma l’impressione è che, adesso che ormai tutti sono arrivati a Greater Noida, il business avrà come sempre la meglio. Pecunia non olet, dicevano i romani, che già ai loro tempi la sapevano lunga.

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE