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IL SORPASSO… A DUE RUOTEParola d'ordine: imprevedibilità. La MotoGP in questi ultimi anni ha cambiato faccia

21.04.22 - 16:20
Il Mondiale arriva in Europa ed è ancora senza padrone. Proviamo a sbilanciarci su chi... non lo vincerà.
keystone-sda.ch / STF (Eric Gay)
Parola d'ordine: imprevedibilità. La MotoGP in questi ultimi anni ha cambiato faccia
Il Mondiale arriva in Europa ed è ancora senza padrone. Proviamo a sbilanciarci su chi... non lo vincerà.
Non lo vinceranno né Pol Espargaro né Morbidelli, ma nemmeno Jack Miller. Bagnaia? In bilico. Portimão, per lui, è già quasi un’ultima spiaggia.

PORTIMÃO - Dal nostro corrispondente, Leonardo Villanova.

Arriva l’Europa, comincia il Mondiale quello vero, su piste più strette, storiche, sulle quali i piloti sono abituati a girare da sempre e dove pronostici e valori in campo hanno in genere qualche base più solida, anche se in questa MotoGP, ormai, l’imprevedibilità è la normalità. «Io ti giuro che non ci capisco niente, ogni domenica mi aspetto qualcosa e succede l’opposto, Quartararo che non va, Bagnaia che fatica così tanto, Morbidelli laggiù in fondo, l’Aprilia che va meglio della Honda…». In quel di Austin, Carlos Checa, ex illustre di Honda, Yamaha e Ducati, prima di andare a conquistare con Borgo Panigale il Mondiale Superbike, ha espresso ad alta voce quello che è il pensiero di molti, una MotoGP che in questi ultimi anni ha cambiato faccia, con un equilibrio sempre più crescente facilitato dai regolamenti, tra centralina elettronica unica, monogomma e aerodinamica sempre più limitata.

Arriva l’Europa e ci si interroga se questo Mondiale ancora senza padrone, con tre piloti e tre Case vincitori in quattro gare e 10 piloti su 12 posti disponibili sul podio, inizierà a dare i primi responsi. Intanto, però, proviamo a sbilanciarci su chi, invece, questo Mondiale non lo vincerà, o non lotterà per vincerlo, e non solo per una questione di punti in classifica, visto che, comunque, con 17 gare all’orizzonte, le possibilità a livello teorico sono ancora aperte per tutti. Non lo vincerà Pol Espargaro, perché nonostante guidi una Honda (e suo sia il solo podio di Tokyo) non ha né il talento, né la consistenza per poter giocarsela al massimo livello, e non è un caso se fino a questo momento l’ex iridato della Moto2 non abbia mai vinto una gara in classe regina. 

E non lo vincerà neppure Morbidelli, dal quale tutti si aspettavano una stagione da protagonista dopo essere stato promosso nel team ufficiale Yamaha, ma che invece fino a questo momento ha raccolto soprattutto delusioni, ancora incapace di sfruttare almeno come il compagno Quartararo una M1 che appare comunque in difficoltà. Così come non lo vincerà neanche Jack Miller, a dispetto di alcune buone gare, il migliore finora con la nuova Ducati GP22, perché l’australiano, che in cuor suo sa già che a fine stagione molto probabilmente perderà il team ufficiale, non offre comunque garanzie di continuità. 

Infine, non lo vincerà neppure Aleix Espargaro, che pure è entrato nella storia dell’Aprilia, perché sia l’Aprilia, per quanto migliorata, sia il fratello di Pol, a sua volta nel suo miglior inizio di sempre, non hanno l’esperienza e la freddezza per giocarsela fino alla fine. Chi è in bilico, invece, è Francesco Bagnaia, ormai con le spalle al muro. Portimao, per lui, è già quasi un’ultima spiaggia.

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