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DELDalla Svizzera alla DEL, la nuova sfida di Serge Pelletier: «Era il momento giusto»

18.03.22 - 09:02
Il 56enne svizzero-canadese, ex head coach di Ambrì e Lugano, in febbraio ha preso il timone degli Augsburger Panther.
Freshfocus/archivio
Dalla Svizzera alla DEL, la nuova sfida di Serge Pelletier: «Era il momento giusto»
Il 56enne svizzero-canadese, ex head coach di Ambrì e Lugano, in febbraio ha preso il timone degli Augsburger Panther.
«Già in passato avevo avuto delle offerte dalla DEL, l’idea mi stuzzicava e ora sono felice d’aver accettato. L'obiettivo sono i pre-playoff, ma teniamo d’occhio anche chi sta dietro».

AUGUSTA - Nuova nazione, nuovo campionato, stessa passione e un solo denominatore comune: l’hockey su ghiaccio. Stiamo parlando di Serge Pelletier, che dopo l’ultima avventura in Svizzera al timone del Lugano - chiusasi la scorsa primavera dopo il secondo posto in regular season e la dolorosa uscita ai quarti contro il Rappi -, in febbraio si è trasferito in DEL per guidare gli Augsburger Panther. Per il 56enne svizzero-canadese, dopo una vita passata in Ticino e sul ghiaccio della National League, è la prima esperienza da coach fuori dalla Svizzera.

«Ci ho pensato bene ed il tempo era maturo - interviene Serge Pelletier, disponibile come sempre e col sorriso sulle labbra - Era da un po’ che quest’idea mi stuzzicava, non era la prima volta che un club tedesco mi cercava e offriva una panchina. Ora il timing era quello giusto e ho deciso di buttarmi, per vedere da “dentro” questo bel campionato. Il livello è molto interessante, con 10 import per squadra non può essere altrimenti. I club e le strutture poi sono molto professionali. Posso garantire che è davvero stimolante lavorare in un ambiente simile».  

Friborgo, Ambrì, La Chaux-de-Fonds e Lugano sono le ultime squadre guidate da Pelletier. Dal Ticino alla Baviera: una realtà sicuramente diversa.
«Direi proprio di sì. Qui mi trovo bene, ma ci sono altri ritmi e la vita è un po’ differente. Parliamo di una grande città con 300’000 abitanti. Se vado a bere un caffé in un bar, non mi riconosce nessuno… tanto più con la mascherina (ride, ndr)».

Appena arrivato c’è stato il tempo di giocare tre partite, poi la squadra ha dovuto fare i conti col Covid e uno stop di venti giorni. I Panther - attualmente 13esimi con una media punti di 1.25 (la decima è vicina e viaggia a 1.32) - sono poi tornati sul ghiaccio la scorsa settimana.
«Esattamente. Nelle prime tre partite siamo andati a punti due volte, poi c’è stato questo brusco stop. Non il massimo per conoscere l'ambiente e il gruppo, perché sul ghiaccio ero rimasto con 5 giocatori… abbiamo potuto lavorare sulla tecnica individuale, ma il resto diventava difficile. Eravamo in 4 più un portiere, qualcosa di simile ad un gruppo di amici che vanno a giocare insieme (ride, ndr). Passato quel periodo abbiamo ripreso a lavorare normalmente, con la squadra praticamente al completo e un ritorno alla normalità. Per ora sta andando bene e continuiamo la caccia ai pre-playoff».

A proposito di pre-playoff, l’Ambrì ha fatto un mezzo miracolo centrandoli in rimonta. Pure il Lugano, nono, li giocherà. È questo l’obiettivo chiesto dagli Augsburger Panther a Pelletier?
«È quello che tutti noi vogliamo, ma allo stesso tempo sappiamo di dover dare un occhio anche a chi sta dietro. In DEL, a differenza della National League, l’ultima retrocede. Dalla metà in giù, la classifica è davvero corta ed in primis va mantenuta la categoria».

Al momento della firma vi siete accordati sino a fine stagione. Scelta condivisa?
«Sisi, anch’io in primis volevo prendere confidenza con il campionato e la vita quotidiana in Germania. Ci siamo accordati per finire la stagione insieme, poi si vedrà. Lascio aperta ogni opzione».

COMMENTI
 
DonPedro 6 mesi fa su tio
bravo bravo resta lì tranquillo...;))
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