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NL/HCL
21.10.2020 - 14:290
Aggiornamento : 23:27

Marco Werder: «Stagione sospesa? Per noi non è un'ipotesi sul tavolo»

Il CEO dell'HCL è tornato anche sulla decisione del Canton Berna (riduzione a 1'000 tifosi): «Capisco l'arrabbiatura...»

La salute, come sottolineato dal 47enne, resta comunque al primo posto: «Le autorità cantonali ci hanno appena confermato la fiducia per i "grandi eventi". Certo se la situazione pandemica dovesse cambiare, noi ci adegueremmo nell'interesse della comunità».

LUGANO - Con il balzo dei contagi che preoccupa e sta mettendo sotto pressione anche il mondo dello sport - tra rinvii, cambi di programma e intere squadre già finite in quarantena -, ci si interroga sul futuro del campionato. Iniziata da una ventina di giorni, la nuova stagione sta vivendo giorni intensi e le incognite non mancano. Dopo il giro di vite del Canton Berna che ha deciso di ridurre nuovamente a 1'000 il numero di persone ammesse negli impianti, in mattinata ha fatto notizia l'ipotesi - avanzata dal presidente dei Dragoni sulle colonne de "La Liberté" - di uno stop al campionato sino a gennaio. La Lega e i club stanno davvero valutando questa opzione?

«Per noi non è un'ipotesi sul tavolo - interviene Marco Werder, CEO del Lugano - È un'affermazione del presidente del Friborgo, ma non è l'opinione di tutti i club. Per quel che ci riguarda siamo sempre in contatto con le autorità cantonali, che ci hanno appena confermato la fiducia sui "grandi eventi". Vogliamo portarli avanti fin quando sarà possibile, nella speranza che si possa completare il campionato. Se un giorno le condizioni dovessero cambiare affronteremo la discussione, ma fin lì non interromperemmo di nostra volontà la stagione. Se poi c'è chi ritiene che sia una valida variante è libero di pensarlo, ma al momento non ho avuto segnali di questo genere».

In Ticino i piani di protezione funzionano e, a livello di numeri, si va avanti con le direttive iniziali. Impianti occupati per i 2/3 della capienza dei posti a sedere. Nel Canton Berna si è tornati a 1'000.
«Capisco bene l'arrabbiatura del Berna. In primis per come è stata gestita la comunicazione. Non è possibile trattare un settore in cui è fondamentale l'afflusso delle persone con una pre-informazione di 5 minuti rispetto a un cambiamento radicale delle condizioni. Inoltre con i 2/3 dei posti a sedere ci saranno deficit e buchi che siamo pronti ad affrontare. Tornare a 1'000 significherebbe un cambiamento profondo in quella che è la principale fonte di ricavi. Sinceramente ci metterebbe in grossissima difficoltà e non so come reagiremmo».

Detto questo la salute resta al primo posto: in base alle necessità i club - già dallo scorso febbraio - hanno sempre dimostrato flessibilità e buon senso.
«Se la situazione pandemica dovesse cambiare in modo tale da rendere inadeguato un certo genere di eventi, noi naturalmente ci adegueremmo nell'interesse della comunità. Di questo ne siamo coscienti e ci mancherebbe. Al momento però la situazione è sotto controllo e finché vengono i match svolti in questo modo, non c'è bisogno di mettere in ginocchio questo settore dell'economia».

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seo56 1 mese fa su tio
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